Tumore al pancreas e ai polmoni: queste nuove cure fermano il cancro (e aumentano la speranza)

tumore polmone

Dalla ricerca arrivano nuove armi contro la lotta al tumore di pancreas e polmoni: ecco le novità presentate durante il 55° Congresso della Società americana di oncologia clinica.

Tumore al polmone: nuove speranze grazie all’immunoterapia

La prima novità riguarda le nuove cure messe a punto contro il tumore al polmone non a piccole cellule in stadio III non operabile (NSCLC).

Il trattamento standard dei pazienti affetti da questo tipo di carcinoma polmonare è rappresentato da chemioterapia e radioterapia, ma nella maggior parte dei pazienti la malattia progredisce rapidamente e la sopravvivenza a cinque anni è compresa nell’intervallo del 15-25%.

Da oltre dieci anni non si riscontravano miglioramenti nelle terapie ma da oggi la lotta al cancro ai polmoni ha una nuova arma: si tratta dell’immunoterapia, cioè l’uso di anticorpi selettivi ad alta affinità.

I farmaci immunoterapici agiscono stimolando il sistema immunitario affinché combatta contro il tumore: tra i farmaci utilizzati in pratica clinica sono gli inibitori di PD-1 e PD-L1, come il Pembrolizumab e il Durvalumab.

Nei recenti studi di fase III presentati al Congresso, i farmaci immunoterapici Durvalumab e Pembrolizumab hanno dimostrato di aumentare il tasso di sopravvivenza a tre e cinque anni nella maggior parte dei pazienti trattati, offrendo una nuova speranza concreta per le persone affette da cancro ai polmoni.

Tumore al pancreas, una nuova terapia aumenta la sopravvivenza

Buone notizie anche per la lotta contro il tumore al pancreas: una nuova terapia sembra essere in grado di aumentare la sopravvivenza nei pazienti affetti da questo tipo di cancro. Il farmaco oggetto degli studi si chiama Olaparib e ha dimostrato una riduzione della progressione della malattia nei pazienti che presentano una mutazione dei geni dei geni BRCA1 e/o BRCA2.

Lo studio di fase tre presentato durante il congresso è uno studio randomizzato in doppio cieco e controllato con placebo ed è stato condotto per valutare l’efficacia di Olaparib come terapia di mantenimento in pazienti che presentavano una mutazione BRCA1 o BRCA2 e cancro pancreatico metastatico.

Endpoint dello studio riguardava la sopravvivenza libera da progressione e la somministrazione del farmaco ha consentito una maggiore sopravvivenza dei soggetti trattati rispetto ai pazienti cui è stato somministrato il placebo: un risultato davvero molto incoraggiante nella lotta contro il tumore al pancreas.

Tatiana Maselli

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