Trump sta assumendo idrossiclorochina per prevenire il coronavirus (ma gli effetti collaterali possono essere gravi)

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Trump sta assumendo idrossiclorochina come prevenzione per evitare il contagio da coronavirus. Da tempo il presidente americano ne osanna gli effetti benefici contro i sintomi del Covid-19 e adesso ha confermato che la sta assumendo da circa due settimane. Ma tale sostanza, sia secondo la FDA che secondo l’Agenzia italiana del farmaco, potrebbe avere effetti collaterali potenzialmente gravi, anche sul cuore.

Parlando alla Casa Bianca Trump ha detto:

“Sto prendendo l’idrossiclorochina. Proprio adesso si. Ho iniziato a prenderla un paio di settimane fa” ha spiegato aggiungendo che “si dicono cose positive”.

Trump non ha rivelato che cosa lo abbia spinto ad assumere il farmaco. La sua ammissione ha suscitato un’ondata di critiche immediate a partire da quella del presidente della Camera Nancy Pelosi secondo cui il presidente “patologicamente obeso” sta mettendo a rischio la sua salute.

A seguito dell’ammissione da parte di Trump, infatti, Pelosi ha detto alla CNN che

“preferirei che non prendesse qualcosa che non è stato approvato dagli scienziati, specialmente alla sua età, e col suo peso”.

Già durante le scorse settimane ha osannato l’idrossiclorochina considerandola come “cura” del coronavirus ma ancora le opinioni sono discordanti.

Secondo la Food and Drug Administration, il farmaco, solitamente usato per curare la malaria, ha una vasta gamma di effetti collaterali potenzialmente letali e non è stato considerato un efficace trattamento contro il Covid-19. Per la FDA, l’idrossiclorochina può aumentare significativamente il rischio di morte in particolare nelle persone con problemi cardiaci e ha messo in guardia sull’uso.

Ad oggi sono in corso numerosi studi sull’efficacia e sulla sua capacità di proteggere dalla malattia, ma finora non ci sono prove chiare in merito.

 

Uno studio su 150 pazienti pubblicato sulla rivista medica peer-reviewed BMJ questo mese ha scoperto che il farmaco non ha migliorato significativamente le condizioni di pazienti con coronavirus, ma ha indotto effetti collaterali potenzialmente gravi in un terzo di quelli che lo assumevano.

L’allarme dell’Agenzia italiana del farmaco e dell’European Medecines Agency

Anche l’Ema il mese scorso ha richiamato l’attenzione sul rischio di gravi effetti indesiderati di  clorochina e idrossiclorochina usati per il trattamento di pazienti con COVID-19. In particolare, sottolinea l’European Medecines Agency che

“la clorochina e l’idrossiclorochina possono causare disturbi del ritmo cardiaco e questi possono essere aggravati se il trattamento è combinato con altri medicinali, come l’antibiotico azitromicina, che hanno effetti simili sul cuore. Recenti studi hanno riportato gravi disturbi del ritmo cardiaco, in alcuni casi fatali, con clorochina o idrossiclorochina, in particolare se assunti a dosaggi alti o in associazione con l’antibiotico azitromicina”.

Secondo l’Agenzia Europea per i Medicinali, è vero che la clorochina e l’idrossiclorochina sono attualmente autorizzate per il trattamento della malaria e di alcune malattie autoimmuni ma oltre agli effetti indesiderati a carico del cuore, possono creare

“potenziali problemi al fegato e ai reni, danni alle cellule nervose che possono portare a convulsioni (scosse) e riduzione dei livelli di glucosio nel sangue (ipoglicemia). Questi medicinali sono impiegati nel contesto della pandemia in corso per il trattamento di pazienti con COVID-19 e valutati in studi clinici in corso. Tuttavia, i dati clinici sono ancora molto limitati e non conclusivi e gli effetti benefici di questi medicinali in COVID-19 non sono stati dimostrati. Sono necessari risultati di studi ampi e ben disegnati per trarre qualsiasi conclusione. Alcuni studi clinici che stanno attualmente valutando l’efficacia della clorochina o dell’idrossiclorochina nel trattamento di COVID-19 utilizzano dosaggi più elevati di quelli raccomandati per le indicazioni autorizzate. Considerato che possono verificarsi gravi effetti indesiderati anche con le dosi raccomandate, dosi più elevate possono aumentare il rischio di questi effetti indesiderati, inclusa un’anomala attività elettrica che influisce sul ritmo cardiaco (prolungamento del tratto QT).”.

In assenza di prove certe è meglio evitare pericolosi proclami, soprattutto se si è il Presidente degli Stati Uniti.

Fonti di riferimento:  Aifa, FDA, BMJ

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L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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