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‘Togliete il pin ai cellulari dei vostri cari’: l’appello degli infermieri per tenere informati i parenti dei malati isolati

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Sono tempi di solitudine, questi, di un vuoto che a volte pare incolmabile. Noi, chiusi dentro le nostre case, almeno abbiamo il conforto di ciò che ci serve per accusare meno il peso di giornate che non passano e di sentire anche i nostri cari. Menomale che ci sono (anche e non solo!) gli smartphone, insomma, ma chi è in ospedale a lottare col coronavirus come fa?

Un pensiero che hanno avuto alcuni infermieri impegnati nel reparto Covid-19, che su Facebook lanciano un appello a tutte le persone che ricoverano i loro cari a causa del virus:

Togliete i pin ai telefoni dei vostri cari” – si legge nel messaggio (chi sia il vero autore non è dato saperlo, ma sicuramente il contenuto è importante), con preghiera di “fare girare”, in modo che il personale abbia la possibilità di tenere informati i cari sulle condizioni di salute dei malati.

Spesso, infatti, le famiglie rischiano di perdere i contatti con i ricoverati: per le norme anti-contagio non possono fare visita ai loro cari né entrare nei reparti di qualsiasi ospedale per assistere i famigliari ammalati. E il risultato è che molti non riescono per giorni ad avere notizie sul loro stato di salute o sul luogo in cui si trovino.

Gli infermieri – conclude l’appello – tramite il telefono possono tenere informate le famiglie. Ma se non si toglie il pin diventa quasi impossibile mantenere i contatti”.

Uno dei drammi di questa malattia è proprio questo e fa venire i brividi pensare a questo frangente, ma se può essere utile anche questa piccola idea per preservare i nostri cari, pensiamoci!

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L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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