Tiroide di Hashimoto: i sintomi e come si riconosce

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La tiroidite di Hashimoto, quali sono i suoi sintomi? Come si riconosce? Quali sono le cause della tiroide di Hashimoto?

Conosciuta anche come tiroidite linfocitaria o “malattia del benessere”, è una malattia autoimmune della tiroide collegata all’ipotiroidismo. Viene causata dagli anticorpi del nostro stesso organismo, che vengono prodotti in quantità eccessiva e aggrediscono il tessuto tiroideo, fino al punto di provocarne la distruzione. Da qui l’ipotiroidismo, che viene causato dal fatto che la tiroide non funziona più come prima e riduce man mano la sua attività.

Si tratta di una patologia per lo più diffusa tra le donne e in genere ha origine familiare. Inoltre, è molto più estesa nelle zone con discreto apporto di iodio, mentre si riscontra raramente nelle zone a carenza iodica.

I SINTOMI DELLA TIROIDITE DI HASHIMOTO

Ma come si manifesta la tiroidite di Hashimoto, come si riconosce e quali sono le cause? Innanzitutto, è bene sapere che questa malattia tende a restare asintomatica per parecchio tempo, fin quando cioè la produzione degli ormoni tiroidei resta normale. Poi, in generale, i sintomi della tiroidite di Hashimoto sono simili a quelli dell’ipotiroidismo, a sua volta provocato da una produzione insufficiente degli ormoni T3 e T4: si parla quindi di tachicardia, sonnolenza, astenia, insonnia, ingrossamento e indolenzimento della tiroide.

Dagli ormoni T3 e T4, inoltre, dipendono tutta una serie di funzioni vitali, come il metabolismo basale e, anche se in parte, l’attività ovarica nelle donne e la libido, mentre altri sintomi sono:

– caduta dei capelli;
– sensibilità eccessiva al freddo;
– sudorazione molto ridotta;
rallentamento del metabolismo che porta ad aumento del peso;
– ansia e depressione;
– pelle secca e unghie fragili;
– ipercolesterolemia;
– cali di memoria
– irregolarità mestruali, polimenorrea (più di un flusso mestruale al mese)
– abortività

COME SI RICONOSCE TIROIDITE DI HASHIMOTO

I sintomi possono essere differenti da persona a persona, per cui per avere una corretta diagnosi è sempre bene rivolgersi a un endocrinologo che valuterà caso per caso molti fattori, inclusa storia familiare e clinica del soggetto. In ogni caso, il primo segno che può essere evidente è il gozzo: palpando, si può infatti riscontrare un ingrossamento della ghiandola. Dopo la palpazione, vanno fatte analisi del sangue specifiche, per controllare i valori di TSH (ormone prodotto dall’ipofisi che regola l’attività della tiroide), FT4 e FT3 (le frazioni libere nella circolazione sanguigna degli ormoni tiroidei), e gli anticorpi (AC) anti-tireoperossidasi (enzima tiroideo), e degli anticorpi anti tireoglobulina (altro valore che quasi sempre è alterato). A tutto ciò si può aggiungere l’esame di AC antirecettore del TSH e l’ecografia. Poi sarà il medico a prescrivere altri esami se sarà il caso.

LE CAUSE

A tutt’oggi ancora non si conoscono i motivi scatenanti della tiroidite di Hashimoto, anche se è praticamente certo che un ruolo fondamentale lo giocano la familiarità, la gravidanza e la menopausa.
Si parla comunque di una causa di natura autoimmune: i linfociti T, globuli bianchi del sangue che fanno parte del nostro sistema di difesa dagli agenti patogeni, si infiltrano nella tiroide e la attaccano, rendendo impossibile la sua funzionalità. Questa ghiandola poi si distrugge e i sintomi peggiorano.

Germana Carillo

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L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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