Approvato il test rapido nelle scuole per individuare subito i positivi (ed evitare la quarantena)

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Test rapidi per screening anti-Covid nelle scuole: il Comitato tecnico scientifico ha dato il via libera all’uso di test antigenici sui bimbi. In questo modo si potrà distinguere in maniera tempestiva – nel giro di 20-30 minuti – chi ha solo una sindrome influenzale da chi, invece, è stato contagiato dal virus. Ma in cosa consistono i test antigenici? E in quali casi verranno utilizzati?

Sulla base dell’accordo di massima raggiunto nel corso della riunione sulla bozza della circolare presentata dal ministero della Salute in cui si afferma che “ai fini esclusivi di screening è possibile utilizzare i test antigenici” nelle scuole, il Cts dà quindi il suo ok all’utilizzo degli esami che vanno a caccia della proteina spike del Sars-Cov2 e danno una risposta in pochi minuti, alla stregua di come già accade negli aeroporti.

Lo indica il ministero della Salute in una circolare, specificando che “l’utilizzo di tali test antigenici rapidi è in grado di assicurare una diagnosi accelerata di casi di Covid-19, consentendo una tempestiva diagnosi differenziale nei casi sospetti tra sindrome influenzale e malattia da Sars-CoV2”.

Un passo necessario visto che, alla vigilia dell’arrivo dell’influenza stagionale, vi sarà “un probabile ampliamento dell’esigenza di prevenire, attraverso l’effettuazione di test, l’incremento dei contagi”. Per questo, si legge ancora nella circolare, “il ministero ritiene che l’utilizzo dei test antigenici rapidi possa accelerare, anche nelle scuole, la diagnosi dei casi sospetti di Covid-19. È infatti “del tutto lecito assumere che la frequenza di episodi febbrili nella popolazione scolastica nel periodo autunnale e invernale sia particolarmente elevata, e che sia necessario ricorrere spesso alla pratica del tampone per escludere in tempi rapidi la possibilità che si tratti di Covid-19, nonché per individuare prontamente i casi, isolarli e rintracciare i contatti”.

Da qui anche la necessità, visti i tempi ristretti, di ricorrere anche al test antigenico rapido se si è in presenza di un caso sospetto o davanti al rischio di un possibile contagio del personale scolastico o degli alunni.

QUI la circolare del ministero.

Cosa sono i test antigenici

Si tratta di analisi che vanno alla ricerca delle proteine con cui gli anticorpi riconoscono la presenza dei virus. L’utilizzo di questi dispositivi permetterebbe di testare velocemente un alto numero di persone direttamente e di ripetere il test frequentemente.

Si tratta in pratica della ricerca, nei campioni respiratori, di proteine virali (antigeni). Le modalità di raccolta del campione sono del tutto analoghe a quelle dei test molecolari (tampone naso-faringeo), i tempi di risposta sono molto brevi (circa 15 minuti), ma la sensibilità e specificità di questo test – a seguito di una validazione effettuata su campioni conservati a -80°C – sembrano essere inferiori a quelle del test molecolare.

Ciò comporta la possibilità di risultati falso-negativi in presenza di bassa carica virale (tC>25), oltre alla necessità di confermare i risultati positivi mediante un tampone molecolare.

Secondo quanto si legge nella circolare, però, ulteriori validazioni eseguite su campioni “freschi” (appena prelevati) hanno mostrato elevata sensibilità e specificità.

Test salivari molecolari e antigenici

Recentemente sono stati proposti sul mercato test che utilizzano come campione da analizzare la saliva. Il prelievo di saliva è più semplice e meno invasivo rispetto al tampone naso-faringeo, quindi questa tipologia di test potrebbe risultare utile per lo screening di grandi numeri di persone. Come per i tamponi, anche per i test salivari esistono test di tipo molecolare (che rilevano cioè la presenza nel campione dell’RNA del virus) e di tipo antigenico (che rilevano nel campione le proteine virali).

Fonte: Ministero della Salute

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L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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