Tatuaggi tossici e inchiostro cancerogeno: la Procura di Torino indaga

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Sulla pericolosità degli inchiostri dei tatuaggi ci eravamo già interrogati qualche mese fa, sottolineando proprio la mancanza di notizie certe sulle conseguenze di iniettarsi una sostanza chimica come l’inchiostro sulla pelle. Ma ora a fornire maggiori dettagli in merito è un’inchiesta avviata dalla Procura di Torino. Dopo aver prelevato dei campioni di inchistro colorato da un centro tatuaggi di Torino, nei laboratori dell’Arpa il risultato è stato poco conforrtante.

 

Tali sostanze, infatti, conterrebbero amine aromatiche, che come gli addetti ai lavori sapranno, sono state bandite dal Consiglio d’Europa del 2008 perché altamente cancerogene. Di ciò sono già stati avvisati gli organi di competenza, tra cui la Regione e il Ministero della salute e ovviamente il Consiglio d’Europa. In questo modo, le indagini e i controlli scavalcheranno i confini nazionali e verranno estesi agli altri paesi del Vecchio Continente.

Ad essere stato violato è l’articolo 112 del Codice dei consumatori, e si parla, per i colpevoli, di una pena pari ad un anno di carcere. Tra i nomi iscritti nel registro degli indagati figura una ditta di San Ferdinando di Puglia, che avrebbe prodotto tali inchiostri. Ma non solo.

Già qualche tempo fa, La Food and Drug Administration, che negli Usa si occupa di approvare i coloranti aggiunti nei cibi, nei cosmetici e nei farmaci, dopo il polverone alzato sui tatuaggi ha pubblicato una ricerca in cui nega l’approvazione “a tutte le sostanze chimiche utilizzate nei tatuaggi”. Confermando quanto segnalato dal 2003 dalla Commissione europea, si evince che la maggior parte delle sostanze chimiche adibite a tale scopo sono pigmenti industriali creati come base della vernice delle auto o come inchiostro per penne.

A coordinare le indagini sarà il procuratore Raffaele Guariniello, attualmente impegnato con i processi Tyssen ed Eternit.

Francesca Mancuso

L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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