Ritirato inchiostro per tatuaggi per la presenza di sostanze cancerogene

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Sostanze cancerogene nell’inchiostro per tatuaggi. Il Ministero della salute ha ritirato l’inchiostro nero perché all’interno sono state trovate tracce di IPA, Idrocarburi Policiclici Aromatici, classificati come cancerogeni ai sensi del Regolamento CLP.

Brutte notizie per tatuatori e tatuati. Il Ministero infatti ha richiamato l’inchiostro Strong Black Biotek caratterizzato dal numero di lotto 16M09. L’inchiostro è prodotto da Biotek, via Strambio 26, Milano.

Il ritiro da parte del Ministero è avvenuto dopo il monitoraggio svolto da Arpa Piemonte. I servizi di igiene e sanità pubblica sisp Asl piemontesi hanno effettuato un prelievo presso il Romito glamour & make up di Rivoli, in provincia di Torino.

Dalle analisi condotte, è emerso che il campione di inchiostro nero esaminato dall’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale, conteneva Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA) e Benzo(a)Pirene (BaP) in concentrazione pari a 1,201+/-0,264 mg/Kg, con superamento pertanto dei valori massimi (0,5 mg/Kg), individuati dalla Risoluzione Europea 2008 Res AP (2008)1. Gli Idrocarburi Policiclici Aromatici sono classificati come cancerogeni.

Tali sostanze, ad elevate concentrazioni, sono pericolose per la salute umana.

I tatuatori che ne sono in possesso non devono utilizzarlo ma chiedere ai fornitori di sostituirne il lotto.

allerta tatuaggi

Foto

Una recente ricerca ha confermato che le sostanze presenti nell’inchiostro arrivano nel sangue.

Ricordiamo che fare un tatuaggio non è di per se pericoloso ma bisogna rivolgersi sempre a centri specializzati, che garantiscono la sicurezza.

Francesca Mancuso

L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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