#SunburnArt: la pericolosa moda di tatuarsi con il sole

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Sunburn, ovvero come farsi un “tatuaggio solare” e… autodistruggersi. Già, perché l’ultima tendenza che sta spopolando negli States e tra gli adolescenti, con tanto di hashtag #SunburnArt, la chiamano arte ma è più che altro una totale follia.

La cosiddetta “Sunburn art” consiste nel “disegnare un tattoo” sulla propria pelle con l’aiuto dei raggi del sole. Con delle creme solari si limitano in pratica i contorni dell’immagine che si vuole ottenere, oppure lo si fa con adesivi che proteggono solo piccole porzioni di pelle.

Così ci si cuoce al sole e dalla scottatura viene fuori un bel “tatuaggio” che i più non vedono l’ora di pubblicare poi sui Social Network.

Il bello è che insieme con l’abbronzatura anche i disegni piano piano vanno via, mentre il danno sulla pelle resta. Si tratta di una cattiva abitudine, insorgono i medici, che non fa altro che favorire l’invecchiamento della pelle e aumentare la possibilità di contrarre tumori cutanei.

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Anche la Skin Cancer Foundation americana ha da poco diffuso un comunicato dove sconsiglia il ricorso alla Sunburn Art, soprattutto perché le scottature solari sono tra le prime cause di cancro alla pelle in età avanzata. Se si subiscono più di cinque scottature solari in età adolescenziale, dicono i ricercatori della fondazione, la probabilità di comparsa di un melanoma aumenta infatti dell’80%.

Insomma, se proprio volete un tatuaggio, fatevene uno classico da un professionista oppure, se ne desiderate uno solo per qualche giorno, abbellite la vostra pelle con l’henné. E, soprattutto ora che è estate, ricordatevi che il sole è sì amico della pelle e della nostra salute, ma bisogna in ogni caso esporsi ai suoi raggi con tutte le dovute precauzioni.

Germana Carillo

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L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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