Focolai di Covid nei mattatoi: l’ammoniaca potrebbe aver aiutato il virus a diffondersi. Lo studio italiano

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In questi mesi si è visto come luoghi particolarmente critici per la diffusione del coronavirus siano i macelli dove si lavora la carne. Ora un nuovo studio aggiunge un tassello importante, ipotizzando che sia l’ammoniaca in essi presente ad aiutare il virus a diffondersi.

Quello di cui vi parliamo è un recentissimo studio italiano apparso sulla rivista Atmosphere  con il titolo di “La diffusione di SARS-CoV-2 può essere favorita dagli aerosol alcalini e dalle emissioni di ammoniaca? “.

I quattro ricercatori italiani che hanno condotto lo studio: Maurizio Manigrasso (Inail), Carmela Protano (Università di Roma, La Sapienza), Ettore Guerriero (Istituto inquinamento atmosferico, Cnr), Matteo Vitali e Pasquale Avino (Università del Molise) partono da un punto di domanda ma sembra abbiano trovato prove della validità della loro tesi.

L’ammoniaca che si trova in buone quantità proprio nei macelli, dato che da una parte si crea dagli scarti di lavorazione della carne e dall’altra è usata come antimicrobico, può favorire la diffusione del nuovo virus creando un ambiente favorevole al microrganismo.

Lo studio si basa su alcuni dati già noti come il fatto che vi è una correlazione tra il nuovo coronavirus e le particelle aerodisperse, ad esempio il particolato. A riguardo la ricerca suggerisce che tra le particelle che favoriscono la diffusione del virus vi sarebbe appunto anche l’ammoniaca.

In particolare sono le condizioni di alcalinità che si creano anche in presenza di bassa concentrazione di ammoniaca ed umidità ad essere favorevoli per la trasmissione del virus.  In pratica sarebbe un ambiente a pH alcalino ad aiutare il Sars-Cov2 a diffondersi.

Un problema, quello dell’ammoniaca, che non riguarda solo i macelli dato che questa sostanza è presente già nelle acque reflue degli allevamenti intensivi e nei fanghi di depurazione utilizzati come fertilizzanti in Pianura Padana ( è possibile quindi ipotizzare che sia proprio o anche per questo che vi è stata una maggiore diffusione di Sars-Cov2 in regioni come Lombardia e Veneto).

Come si legge nelle premesse allo studio:

“L’ammoniaca è un fattore comune che collega l’aria nelle grotte dei pipistrelli e l’inquinamento atmosferico in prossimità di campi agricoli trattati con liquami di allevamento e macelli, dove sono stati recentemente segnalati importanti cluster di COVID-19 in tutto il mondo”.

Sono necessari però ulteriori studi e conferme sperimentali per arrivare a concludere definitivamente che davvero l’ammoniaca sia in grado di creare l’ambiente adatto alla diffusione del coronavirus.

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L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, oli essenziali e fitoterapia, le sue passioni da sempre. Laureata in lettere moderne, con Master in editoria, ha poi virato le sue competenze verso il benessere olistico
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