Stabilimenti balneari: i gestori si chiedono come sarà l’estate dopo il coronavirus (se mai riapriranno)

Quando sarà passato tutto questo, sarà ancora alto il prezzo che dovremo pagare per un ritorno alla normalità. In campo economico, il coronavirus rischia di mettere in ginocchio parecchi settori e, tra questi, quello degli stabilimenti balneari – vitale per un Paese come il nostro – che prevede tempi seriamente duri.

Anche per gli stabilimenti balneari resta ovviamente valido il prolungamento delle restrizioni disposto nei giorni scorsi dal premier Conte. Il presidente del Consiglio ha firmato infatti la proroga del lockdown al 13 aprile prossimo, il che vuol dire che anche gli stabilimenti balneari, che proprio in questi giorni di primavera in genere cominciano a prepararsi alla stagione estiva, dovranno restare chiusi al pubblico almeno fino a dopo Pasqua.

Secondo le disposizioni, quindi, nemmeno i gestori potranno recarsi presso il proprio lido a effettuare le attività di allestimento e di manutenzione necessarie a preparare le spiagge all’apertura, con possibili pesanti conseguenze economiche sul turismo in generale. Impedire il montaggio delle strutture e tutte le attività preparatorie che richiedono almeno un mese di tempo, significa infatti ritardare ulteriormente l’apertura estiva dei lidi.

È quanto temono le associazioni di categoria di ogni località costiera, che ora invocano un dialogo quanto meno con le rispettive amministrazioni comunali per far comprendere l’esigenza di farsi trovare pronti non appena sarà permessa l’apertura degli stabilimenti. Ma qui arriva la questione più scottante: si aprirà per l’estate? E, soprattutto, avrà senso ricominciare?

I sostegni necessari al settore

Purtroppo, nella crisi in cui si trovano le imprese turistiche, gli stabilimenti sono nella situazione più incerta: non sono al momento considerati dalla politica perché si pensa erroneamente che il loro lavoro non sia ancora iniziato e non hanno le necessarie condizioni normative per stare tranquilli, essendo in possesso di concessioni in scadenza nel 2033 o, peggio, nel 2020“, si legge sul sito di Mondo Balneare.

Ma per fare in modo, una volta finita l’emergenza coronavirus, che gli italiani si sentano sicuri di poter andare in spiaggia, il settore chiede al governo Conte di approvare già nel prossimo decreto di natura economica delle misure straordinarie per le imprese balneari, a partire dall’annullamento dei canoni per la stagione 2020 passando per l’approvazione delle linee-guida per il riordino del demanio marittimo.

Fonte: Mondo Balneare

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L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
Giornalista pubblicista, classe 1977, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing e correzione di bozze. Direttore di Wellme.it per tre anni, scrive per Greenme.it da dieci. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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