Case, bar e aule scolastiche: ecco come il Covid-19 si diffonde nell’aria (e come ridurre il rischio di contagio)

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Come è ormai risaputo, i luoghi chiusi sono più pericolosi per il contagio da coronavirus, ma i rischi possono essere ridotti al minimo mettendo in atto una serie di strategie utili a combattere il contagio da aerosol. Un articolo de El País presenta 3 diversi scenari con la relativa probabilità di infezione a seconda della ventilazione, dell’utilizzo della mascherina e della durata dell’incontro.

Il rischio di infezione da Covid-19 nei 3 scenari, un salotto di casa (o un ufficio), un bar e un’aula scolastica, è stato calcolato utilizzando uno strumento, per la precisione un simulatore, sviluppato da José Luis Jiménez, un esperto di chimica e dinamica delle particelle nell’aria presso l’Università del Colorado.

Il modello presuppone che le persone pratichino il distanziamento sociale di due metri e che non ci siano persone immuni.

Prima di vedere come avviene il contagio nei diversi ambienti è necessario fare una premessa importante. Come specifica El País, all’inizio della pandemia si ritenevano pericolose soprattutto le grosse goccioline che si espellono tossendo o sternutendo, con il passare del tempo si è capito invece che anche solo parlare, o ancor di più urlare o cantare a lungo, in uno spazio chiuso e scarsamente ventilato aumenta di molto il rischio di contagio.

Le minuscole particelle contagiose (aerosol), se non vi è un ambiente correttamente ventilato rimangono sospese nell’aria e possono essere contagiose entro 5 metri dalla persona infetta e per molti minuti.

Ma vediamo adesso cosa succede se c’è una persona positiva al Covid-19 in ognuno dei 3 scenari.

Salotto di casa o ufficio

La simulazione riguarda la presenza di 6 persone (di cui un infetto) che si riuniscono in una sala. Come sottolinea El País, il 31% dei focolai  in Spagna si verifica proprio in questo modo, durante incontri tra famigliari e amici. Cosa accade in questo caso? Se le 6 persone rimangono nella stanza per 4 ore senza mascherine o adeguata ventilazione e parlando ad alta voce, tutte e 5 le persone verrebbero infettate.

Nel caso tutti indossassero la mascherina, il rischio scenderebbe a 4 nuovi contagi. In pratica la simulazione sostiene che la mascherina non sia sufficiente ad abbassare il rischio di contagio in caso di lunga esposizione.

Il rischio di infezione si abbassa notevolmente (una sola persona infetta o nessuna) se ogni componente del gruppo indossa la mascherina, in ambiente correttamente arieggiato e se l’incontro viene ridotto in quanto a durata.

simulazione coronavirus casa

©El País

©El País

©El País

Bar

Anche i bar sono possibili luoghi di contagio. La simulazione ha riguardato un locale in cui ci sono 15 persone che consumano e tre dipendenti. Le porte sono chiuse e non c’è adeguata ventilazione.

Se non si utilizza alcuna misura, dopo 4 ore 14 clienti saranno infetti, se invece si utilizzano sempre le mascherine, si passa a 8 infezioni.

La probabilità di contagio scende ad una sola persona se i locali vengono ventilati correttamente, si riduce il tempo trascorso nel bar e si indossano le mascherine.

©El País

Aula

Nonostante il pregiudizio che le scuole siano tra i più pericolosi luoghi di contagio, El País ci tiene a sottolineare che i centri educativi rappresentano solo il 6% dei focolai spagnoli.

In classe, le dinamiche di contagio sono molto diverse se il paziente zero è uno studente o un insegnante. Questo perché gli insegnanti parlano molto più a lungo, spesso alzando la voce, e ciò significa che le particelle contagiose vengono espulse con più facilità.

In questo scenario è più che mai importante che le aule siano ben arieggiate con un apposito sistema di ventilazione o, come viene consigliato anche nelle nostre scuole, tenendo aperte le finestre.

La simulazione mostra che, se ad essere malato è l’insegnante, e non si mette in atto alcun sistema preventivo, dopo 2 ore in una classe di 24 studenti ad essere infettati sarebbero 12. Se tutti indossassero la mascherina si scenderebbe a 5.

Anche in questo caso, se si prendessero tutte le dovute precauzioni, ventilazione compresa (ci si dovrebbe anche fermare ogni ora per cambiare aria), il rischio contagio scenderebbe drasticamente.

©El País

Le conclusioni

La simulazione dà per scontato che i soggetti mantengano una distanza di sicurezza eliminando così il rischio di contagio da goccioline, ma questo non è sufficiente.

In pratica, quello che si è visto, è che in tutti e 3 gli scenari solo utilizzare le varie misure preventive contemporaneamente (ventilare correttamente, accorciare la durata degli incontri e indossare mascherina) riduce davvero il rischio contagio.

Rimane dunque sempre l’aria aperta lo scenario ideale per qualsiasi tipo di incontro. All’aperto, infatti, le particelle infettive si diluiscono rapidamente.

Fonte: El País

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L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, oli essenziali e fitoterapia, le sue passioni da sempre. Laureata in lettere moderne, con Master in editoria, ha poi virato le sue competenze verso il benessere olistico
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