Fumo e sigarette: al via le nuove direttive europee. Ecco cosa cambierà

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Norme contro il fumo: entra oggi in vigore la nuova direttiva Ue sul tabacco. In Italia si dice addio ai pacchetti da 10 sigarette e si aggiungono avvertenze shock sulle confezioni, con l’unico obiettivo di dissuadere i consumatori dall’acquisto e dal consumo di prodotti che contengono tabacco e nicotina.

Ma cosa cambia nello specifico? In realtà per il nostro Paese c’è legge già da gennaio quando con un decreto si è messo al bando il fumo dalle auto, misure atte a proteggere minori e donne incinte, e si è vietata la vendita agli under 18 anche delle sigarette elettroniche.

Ecco i divieti da oggi validi in tutta Europa:

Le avvertenze sui pacchetti

Sulle confezioni di sigarette, ma anche di tabacco da arrotolare e di tabacco per pipa ad acqua, compariranno delle “avvertenze combinate” relative alla salute. Ci saranno, cioè, un testo, una fotografia a colori e il numero del telefono verde contro il fumo (800.554.088).

Si tratta di avvertenze che occuperanno ben il 65% del fronte e del retro delle confezioni e dell’eventuale imballaggio esterno. Ogni pacchetto, poi, dovrà essere di forma parallelepipeda.

No agli additivi

Saranno vietati quelli che rendono più “attrattivo” il prodotto del tabacco, come caffeina, vitamine, coloranti delle emissioni, additivi che facilitino l’inalazione o l’assorbimento di nicotina e che hanno proprietà cancerogene, mutageniche o tossiche.

Niente più pacchetti da 10 sigarette

Ma anche l’abolizione delle confezioni di tabacco da arrotolare contenenti meno di 30 grammi di tabacco.

Sigarette elettroniche

– tenore massimo di concentrazione di nicotina, un volume massimo delle cartucce, dei serbatoi e dei contenitori di liquidi
divieto di vendita ai minori di 18 anni di sigarette elettroniche e di liquido di ricarica con presenza di nicotina, già precedentemente disposto da un’ordinanza del ministro della Salute
– introduzione di requisiti di sicurezza per le sigarette elettroniche e i contenitori di liquido di ricarica contenenti nicotina, a prova di bambino e di manomissione, corredati da un foglietto illustrativo, contenente istruzioni d’uso, controindicazioni, informazioni su eventuali effetti nocivi
– inserimento di avvertimenti sanitari sulle confezioni e non saranno ammessi elementi promozionali
– i produttori dovranno invece notificare i nuovi prodotti agli Stati membri prima di immetterli sul mercato.

Sanzioni per chi vende ai minori

Qualsiasi esercente che venda sigarette, tabacco o sigarette elettroniche ai minori è passibile di una sanzione amministrativa pecuniaria che va da un minimo di 500 euro fino a un massimo di 3mila e dellasospensione di 15 giorni della licenza all’esercizio dell’attività. Se sorpreso a vendere più volte, la sanzione aumenta e la licenza viene revocata.

Tutte misure, insomma, con le quali ci si augura di raggiungere l’obiettivo del Piano nazionale della prevenzione 2014-2018 (Pnp) della riduzione della prevalenza dei fumatori di almeno il 10% entro il 2018 e di tutelare i non fumatori dal fumo passivo con l’incremento almeno del 5% dei valori del rispetto della legge nei luoghi di lavoro.

Secondo alcuni dati, solo in Italia, su 52,3 milioni di abitanti con età superiore ai 14 anni, circa 10,3 milioni (19.5%) non riescono a fare a meno di fumare: 6,2 milioni sono uomini (24.5%). Eppure, qui da noi il fumo provoca 83mila vittime l’anno mentre nel mondo uccide circa 6 milioni di persone.

È anche per questo che con queste nuove direttive, si spera che anche l’Italia concorri alla riduzione di un ulteriore 30% della prevalenza dei fumatori mondiali entro il 2025, previsto dal Piano d’azione globale per la prevenzione della malattie croniche dell’Organizzazione mondiale della sanità.

Germana Carillo

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L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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