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Se avverti stanchezza mentre cammini, potresti avere una carenza di vitamina D

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La carenza di vitamina D può agire in maniera subdola sul nostro organismo e indebolirlo progressivamente. Ecco perché è fondamentale riconoscere i segnali di sofferenza che il nostro corpo ci invia

La vitamina D è un elemento essenziale per la nostra salute: favorisce l’assorbimento di calcio e fosforo a livello dell’intestino e allo stesso tempo inibisce il rilascio degli ormoni paratiroidei, responsabili dell’indebolimento delle ossa e di eventuali fratture; inoltre migliora la funzionalità del sistema immunitario, aumenta la forza muscolare e ha effetti benefici anche sulla salute del nostro cuore. Purtroppo però, poiché sono pochi gli alimenti che la contengono, spesso si va incontro ad una carenza. I sintomi di livelli di vitamina D nel sangue sono spesso vaghi e generici, ed il problema può passare facilmente per un momento di stanchezza passeggera.

Ad esempio, stanchezza o pesantezza negli arti, difficoltà a camminare o a salire le scale possono rappresentare un segnale di allarme di una deficienza da vitamina D, secondo questo studio; anche dolore alle ossa in conseguenza di una moderata pressione (soprattutto per le costole o le tibie) può indicare una carenza. Questo perché scarsi livelli di vitamina D provocano un sensibile indebolimento a livello di ossa e muscoli, rendendo faticose anche le attività più semplici – come appunto il camminare. Purtroppo però si tratta di sintomi che possono essere confusi con quelli di una banale influenza oltre che di un’altra lunga serie di problemi di salute.

Ma come capire che si soffre di una carenza di vitamina D? Basta un semplice esame del sangue per verificare se i livelli di questo elemento nel nostro corpo sono corretti:

  • un livello normale di vitamina D presenta una concentrazione di ≥20 ng/mL;
  • si parla di carenza se il livello di vitamina è compreso fra 12 e 20 ng/mL;
  • si definisce insufficienza grave una concentrazione di vitamina D inferiore ai 12 ng/mL.

Si tratta di un esame che tutti dovremmo fare di tanto in tanto, ma che è particolarmente consigliato a chi soffre di osteoporosi, chi ha subito una frattura ossea nel passato recente o chi si riconosce nella sintomatologia esposta sopra.

Chi riscontra una carenza o un’insufficienza di vitamina D farebbe bene a consultare il proprio medico di base ed eventualmente scegliere di assumere degli integratori alimentari; anche l’inserimento di alimenti addizionati di vitamina D può essere un modo per sopperire alla mancanza. Le due forme più comuni di integratori di questa vitamina sono l’ergocalcifenolo (vitamina D2) e il colecalcifenolo (D3): la seconda è la forma da preferire, perché in grado di elevare con più efficacia i livelli di vitamina D nel sangue.

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Fonte: National Library of Medicine

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L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Ho 25 anni e sono laureata in Lingue Straniere. Sono da sempre attenta alle problematiche ambientali e rivolta a uno stile di vita ecosostenibile. Tento nel mio piccolo di ridurre al minimo l’impronta ambientale con scelte responsabili nel rispetto della natura che mi circonda.
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