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Perché non dovresti mai acquistare sandali con questo tipo di suola

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La salute dei piedi? Passa anche e soprattutto attraverso le scarpe che indossiamo. Se è vero come è vero, da un lato, che i tacchi alti possono compromettere l’intera postura corporea, dall’altro nemmeno le calzature raso terra sono la scelta più sicura, anzi. Se poi seguiamo i consigli degli esperti e camminiamo in maniera regolare, la domanda che dobbiamo porci è: ho le scarpe adatte?

Passare dai tacchi alti a qualsiasi altro tipo di scarpa piatta oppure dedicarci alla nostra passeggiata quotidiana con qualcosa non ideale ai piedi potrebbe non essere la soluzione migliore e alla lunga causarci dei problemi. Alcuni tipi di scarpe possono infatti provocare danni ai piedi e alle dita.

Ricordiamoci, in effetti, che i piedi sono la base su cui poggiamo il nostro corpo, per questo spesso sono affaticati e si gonfiano o si rovinano a contatto proprio con scarpe strette e scomode, seppur basse, o con i tacchi. L’importante è prendersene cura al meglio e capire cosa è bene indossare e cosa no.

Ecco perché meglio non indossare (regolarmente) le scarpe basse:

  • non forniscono supporto all’arco plantare, ciò causa dolori alle ginocchia e alla schiena
  • indossare scarpe basse e anche strette alla punta, per esempio, mette troppa pressione alle unghie dei piedi. Ciò può causare la loro piegatura delle unghie, “dita a martello” e unghie incarnite nel tessuto circostante. Le unghie incarnite possono anche essere ereditarie e possono essere causate da un taglio improprio delle unghie stesse, da infezioni fungine o traumi. Assicuratevi, quindi, che le scarpe basse abbiano spazio sufficiente per far muovere le dita
  • provocano dolore ai tallone: il dolore al tallone causato dall’uso di scarpe piatte tipo ballerine e non di supporto può essere fascite plantare o infiammazione della fascia plantare. Questo tessuto spesso corre lungo la parte inferiore del piede dall’osso del tallone alle dita dei piedi. Indossare scarpe piatte e non di supporto come ballerine e infradito può anche causare tendiniti o strappi ai legamenti. Se indossate scarpe basse, assicuratevi che abbiano suole robuste con un supporto adeguato
  • camminare con scarpe piatte dalle suole sottili e non di supporto provoca una pressione eccessiva sulle ossa del tallone. Questo può portare a vesciche sul tendine di Achille quando la parte posteriore della scarpa si sfrega contro il tallone. Sorprendentemente, questo problema deriva spesso dalla mancanza di un unico supporto. Scegliete scarpe con tacco basso o con tacco largo invece di quelle completamente piatte. Le scarpe con tacchi robusti e spessi che non sono troppo alti possono essere migliori per la salute del piede rispetto a scarpe completamente piatte.

Non solo ballerine: i tipi di scarpe che non dovresti indossare (tutti i giorni)

Le scarpe con i tacchi alti(ssimi), perché:

  • alla lunga accorciano il polpaccio
  • provocano distorsioni
  • provocano danni ai nervi
  • provocano lombalgie

Di contro, secondo gli esperti, le scarpe con i tacchi di 7 centimetri potrebbero essere la giusta misura per non incorrere in tutti questi problemi.

Le scarpe con le zeppe, perché:

  • non sono mai flessibili
  • hanno suole molto rigide, per cui i piedi non possono piegarsi nella loro natura quando camminiamo

Infradito, perché:

Odi et amo dell’estate, le ciabatte infradito sono una delle calzature peggiori per i nostri piedi:

  • espongono i piedi a batteri, virus e funghi
  • rallentano l’andatura
  • fanno inciampare
  • danneggiano i talloni
  • causano vesciche
  • rovinano le dita dei piedi
  • alterano la postura
  • possono causare forti dolori
  • provocano calli
  • possono contenere sostanze tossiche

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L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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