Più si sbadiglia, più si è intelligenti. Lo studio che lo dimostra

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Gira che ti rigira, lo sbadiglio, da qualche parte, scatta quando meno te l’aspetti. Ma giammai considerarlo sintomo di noia! Ora la scienza avalla la tesi che, anzi, lo sbadiglio lungo oltremisura sia segno di intelligenza.
A dirlo è uno studio condotto alla State University of New York di Oneonta e pubblicato su Biology Letters, secondo cui più a lungo ci si lascia andare agli sbadigli, più grande è il proprio cervello, capace di notevoli prestazioni.
La ragione starebbe nel fatto che la durata di uno sbadiglio sarebbe da collegarsi al numero di neuroni presenti nello strato cerebrale esterno. Più si sbadiglia più ce ne sono.
I ricercatori si sono basati su determinati dati: durata dello sbadiglio, sua “ampiezza” e dimensioni del cervello di alcuni animali ed esseri umani. Hanno analizzato circa 200 video (qui trovate l’elenco) cronometrando gli sbadigli di 24 specie diverse, tra cui cani, gatti, ricci, opossum, volpi, scoiattoli e una varietà di primati, compresi gli esseri umani, e sono arrivati alla conclusione che le “dimensioni” dello sbadiglio sono correlate non alla grandezza della mascella, bensì a quella del cervello.
cane sbadiglia
gatto sbadiglia
Poi hanno confrontato il “tempo” dello sbadiglio di ogni animale con dati relativi al peso medio del cervello e il numero di neuroni corticali per le sue specie. Il risultato è che più lungo è lo sbadiglio, più grande è il cervello e la correlazione più forte era tra la durata dello sbadiglio e la complessità del cervello, giudicata dal numero di neuroni.
In pratica, dai test è emerso che più la specie è “evoluta” e intelligente, più grande è lo sbadiglio che è in grado di produrre.

E se ci sono differenze tra come gli individui della stessa specie sbadigliano, ciò sarebbe dovuto alla quantità di materia grigia presente nei diversi cervelli, ma gli studiosi dicono che serviranno altri studi per confermare questa ipotesi.

Intanto, provate a capire se il vostro collega che ora sbadiglia ha bisogno di più caffè o sta solo allungando il suo cervello.

Germana Carillo

L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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