I saluti al tempo del Coronavirus: niente strette di mano. L’India rilancia il ‘namastè’

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Tra le raccomandazioni più importanti per scongiurare il rischio di una diffusione ampia e rapida del Coronavirus vi è quella di evitare baci, abbracci e strette di mano. Ma allora come salutarsi? Ecco alcune proposte alternative per essere educati e amichevoli ma senza mettere a rischio la propria salute.

A livello nazionale (ma anche globale) si richiede uno sforzo collettivo per contenere l’epidemia di Coronavirus e tra i vari suggerimenti utili vi è sicuramente quello di mettere per un attimo da parte i contatti fisici più comuni tra le persone. Parliamo di quei gesti cordiali e di affetto che, prima di questa emergenza, eravamo soliti scambiarci comunemente: abbracci, baci ma anche semplici strette di mano.

E’ quindi arrivato il momento di cercare alternative: “vecchi” e nuovi sistemi per salutarsi da lontano o comunque evitando contatti con parti del corpo (tipo le mani) veicolo di germi e batteri. Le possibilità di scambiarsi comunque un cenno amichevole non mancano. Li ha suggeriti anche in un tweet la dottoressa Sylvie Briand, responsabile delle pandemie dell’Organizzazione mondiale della Sanità.

Nella vignetta, realizzata dal professor Dale Fisher, esperto di malattie infettive della Yong Loo Lin School of Medicine, Università di Singapore, si suggeriscono alcuni saluti più o meno tradizionali o originali.

  • The Wave: si tratta di salutarsi semplicemente con la mano, facendola ondeggiare come tanti di noi già fanno per dire “ciao” da lontano ad un amico.
  • The Thai Wai: conosciuto come “namastè” è il saluto indiano che si fa con le mani giunte, i palmi che si toccano, inclinando leggermente la testa . L’India ha lanciato un vero e proprio appello a tutti i suoi cittadini affinché riscoprano questo saluto tradizionale. Anche una star di Bollywood, l’attore Anupam Kher, tramite il suo profilo Twitter l’ha raccomandato in quanto: “E’ igienico, amichevole e focalizza le tue energie. Provalo!“.

  • The Elbow: questo è un saluto decisamente più originale che prevede di toccarsi, invece che le mani, i gomiti!
  • The “footshake”: questo saluto è ancora più “estremo”, si tratta infatti di una sorta di “stretta di piedi”.

Ricordiamoci infine che, di questi tempi, può bastare anche un semplice sguardo di comprensione o solidarietà accompagnato da un bel sorriso. Ne abbiamo tutti tanto bisogno!

Altra cosa utile è un po’ di sana ironia…

 

Fonti: Agi/ Twitter

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L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, oli essenziali e fitoterapia, le sue passioni da sempre. Laureata in lettere moderne, con Master in editoria, ha poi virato le sue competenze verso il benessere olistico
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