Ritiro di 9 inchiostri cancerogeni per tatuaggi: MARCHI E LOTTI

Ben 9 pigmenti per tatuaggio sono stati ritirati dal commercio perché contenenti sostanze cancerogene o comunque dannose per la nostra salute. I richiami sono stati resi noti dal Ministero della salute.

Nell’apposita sezione “Allarmi consumatori e reazioni a notifiche di prodotti non alimentari pericolosi”, il Ministero ha pubblicato 9 allerte tutte riguardanti inchiostri per tatuaggi provenienti dagli Stati Uniti.

Nella maggior parte dei casi, essi contengono ammine aromatiche, ritenute molto pericolose per la nostra salute. Di seguito tutti i dettagli,

1) Pigmento per tatuaggi DUBAI GOLD

Appartenente al marchio WORLD FAMOUS TATTOO prodotto negli Usa, questo inchiostro contiene ammine aromatiche, sostanza cancerogene. In particolare, a seguito delle analisi condotte da ASL di Alessandria è stata documentata la presenza di Anisidina in concentrazione pari a 18 mg/kg e Toluidinain concentrazione pari a 8 mg/kg. QUI la nota ministeriale. Il lotto coinvolto dal richiamo è il n° WFDG172801 e scadenza 02/02/2020.

2) Pigmento per tatuaggi SAILOR JERRY RED

Appartenente al marchio WORLD FAMOUS TATTOO INK prodotto negli Usa, l’inchiostro presenta il rischio chimico – cancerogeno. Si tratta di una boccetta di pigmento di colore rosso, caratterizzata da lotto WFSJR1720011. In questo caso, le analisi eseguite dalla Agenzia Provinciale per l’Ambiente del Piemonte, hanno rinvenuto presenza di Anisidina in concentrazione pari a 18 mg/Kg. Le ammine aromatiche non devono essere presenti ai sensi della Risoluzione Europea 2008 Res AP (2008)1. QUI la nota ministeriale.

3) Pigmento per tatuaggi Black mamba

Questo inchiostro del marchio Black Ink presenta IPA cancerogeni. Si tratta in particolare del lotto lotto 2D170018. Spiega il Ministero che le analisi sono state eseguite dalla Agenzia Provinciale per l’Ambiente del Piemonte e hanno documentato la presenza di:

IPA TOT = 0,635 + 0,092 mg/kg

Benzo(a)Pirene= 45,5 + 20,0 microgrammi /kg.

QUI la nota ministeriale.

4) Pigmento per tatuaggi GREEN BERET

Appartenente al marchio WORLD FAMOUS TATTOO, questo inchiostro caratterizzato da lotto WFGB161801 venduto nella boccetta da 30 ml contiene Anisidina (CAS 90-04-0) in concentrazione pari a 9 mg/kg

QUI la nota ministeriale.

5) Pigmento per tatuaggi Hot Pink

Venduto dalla marca Eternal Ink, esso è caratterizzat da lotto # T-138 nella boccetta da 30 ml e data di scadenza 06/2020. In questo caso, le indagini svolte dai nas di bari e le analisi eseguite dalla agenzia provinciale per l’ambiente del piemonte hanno riscontrato Anisidina pari a 52,4 mg/kg.

QUI la nota ministeriale.

6) Pigmento per tatuaggi Banana Cream

Venduto dal marchio Usa Intenze, questo inchiostro è caratterizzato da lotto SS233, boccetta da 29,6 ml. Le analisi effettuate da ARPA Piemonte hanno riscontrato la presenza di Anisidina in concentrazione pari a 87 mg/kg.

QUI la nota ministeriale.

7) Pigmento per tatuaggi LINING GREEN

Anch’esso venduto dal marchio Usa Intenze, l’inchiostro è contraddistinto da lotto SS204. La boccetta è quella del Color Index 11740 e 74160. Le analisi effettuate da ARPA Piemonte hanno riscontrato la presenza di Anisidina in concentrazione pari a 112 mg/kg.

QUI la nota ministeriale.

8) Pigmento per tatuaggi INING RED LIGHT

Anch’esso venduto dal marchio Usa Intenze, è caratterizzato da lotto SS191. Le analisi effettuate da ARPA Piemonte hanno riscontrato la presenza di Anisidina in concentrazione pari a 70 mg/kg.

QUI la nota ministeriale.

9) Pigmento per tatuaggi BLUE IRIS

Venduto dal marchio Usa Permablend World Famous, questo inchiostro è caratterizzato da Lotto PBB/18904 ref PBB /1/2 Batch B20207, scadenza 05/23/21 ed è commercializzato in confezioni da 15 ml. La vendita di 100 pezzi, pari a 2 kg, non è stata ammessa in Italia per la presenza di metalli pesanti non ammessi: Cromo e nichel oltre i limiti.

QUI la nota ministeriale.

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Francesca Mancuso

Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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