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Tatuaggi per coprire le cicatrici dei tumori, il Lazio finanzia il trattamento gratuito

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Per nascondere con un segno indelebile le cicatrici post operatorie, molte donne che hanno subito una mastectomia ricorrono al tatuaggio medico. E ora la Regione Lazio approva la legge con la quale si potrà accedere gratuitamente al trattamento

Dopo una mastectomia il mondo non è più come prima. Non lo è più a partire dal tuo corpo, che adesso vedi deforme o con un pezzo mancante. Letteralmente. Ma c’è un modo, da un po’ di anni a questa parte, per lenire quel disagio, fisico e psicologico, che segue un tumore al seno: un tatuaggio medico.

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Sembra assurdo, eppure un tatuaggio estetico può aiutare molto e coprire i segni proprio delle operazioni di rimozione chirurgica di tutto o di parte del seno. Una pratica sempre più diffusa tra chi “sopravvive”, trasformando il segno di un’operazione in qualcosa di nuovamente bello.

Dall’America, dove tanti artisti specializzati in questa pratica hanno riscontri sempre più positivi tra le donne, sta prendendo piede piano piano anche in Italia (dove sinora la tecnica del tatuaggio estetico in campo medico non è stata inserita ancora nel tariffario del servizio sanitario nazionale).

Ne è un esempio il Lazio: qui il Consiglio regionale ha approvato una normativa ad hoc che prevede una collaborazione tra Asl e tatuatori e finanziamenti per permettere alle donne che hanno subito una mastectomia di accedere al trattamento estetico.

La legge

La normativaDisposizioni relative alle attività di tatuaggio e piercing” è stata approvata lo scorso 3 marzo e, oltre a disciplinare le attività di tatuatori e piercer, prevede finanziamenti per le donne che hanno subito una mastectomia e che vogliano coprirne i segni con un tatuaggio medico.

In sostanza, disciplina “i requisiti e i criteri di priorità per l’accesso a contributi” per i tatuaggi medicali. Lo scopo è coloro che sono state sottoposte a un intervento di asportazione e ricostruzione dell’areola mammaria e aiutarle ad alleviare il disagio psicologico. Per questo, la Giunta regionale imbastirà delle collaborazioni con tatuatori specializzati in tattoo medicali e si andrà dalla dermopigmentazione dell’areola agli effetti ottici in grado di restituire tridimensionalità fino alla realizzazione di tatuaggi classici.

Per ora disciplina, con deliberazione, i requisiti e i criteri di priorità per l’accesso a contributi per consentire i tatuaggi per la correzione di difetti della cute nell’area, nonché i requisiti per realizzare tali tatuaggi e ha approvato un fondo da 180mila euro all’anno per tre anni. Infine, a breve verrà fatta una delibera dall’assessorato alla Salute che disciplinerà l’accesso ai fondi e le modalità di ingaggio dei tatuatori.

Fonte: Regione Lazio

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L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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