Il reggiseno che diagnostica i tumori al seno a partire dal 2013

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A partire dal 2013 potrebbe essere sufficiente indossare uno speciale reggiseno per rilevare la presenza di un tumore al seno. Si tratta di uno strumento innovativo che permetterà di individuare la presenza di cellule cancerogene con ben 6 anni di anticipo rispetto ad una diagnosi effettuata tramite TAC. Esso è in grado di identificare la malattia con il 92% di sicurezza, una percentuale superiore al 70% garantito dalla TAC.

La tecnologia applicata al reggiseno potrebbe dunque rivoluzionare il modo di diagnosticare il tumore alla mammella nelle donne, cogliendone la presenza il più precocemente possibile. Il suo funzionamento è basato sulla rilevazione delle variazioni dei cambiamenti di temperatura della pelle e potrà probabilmente essere utilizzato da parte delle donne per eseguire una autodiagnosi.

Fino a questo momento, ogni donna al di sopra dei 40 era stata invitata a sottoporsi regolarmente ad una mammografia. Questo esame di routine avrebbe però dato origine a numerosi falsi positivi, costringendo molte donne a sottoporsi a trattamenti non necessari. Da qui l’obbligo di andare alla ricerca di uno strumento più accurato per la diagnosi del tumore al seno, che speriamo possa rivelarsi maggiormente efficace rispetto agli esami prescritti in precedenza. Il metodo della termografia dovrebbe permettere di rilevare la presenza di un tumore al seno dopo essere stato indossato per un periodo di 12 ore da parte della paziente.

I reggiseno verrà commercializzato in Europa a partire dal 2013. Per quanto riguarda gli Stati Uniti, l’immissione in commercio del nuovo strumento diagnostico è stata fissata per il 2014, previa approvazione da parte dell’FDA. Il nuovo reggiseno, denominato Breast Tissue Screening Bra, arriverà mai nel nostro Paese?

Ancora non è dato saperlo, in quanto il Ministero della Salute fino a questo momento ha ritenuto la termografia come una tecnica dall’efficacia non ancora sufficientemente provata e dunque non riconosciuta in Italia da parte della comunità medica. Non è dunque ancora dato sapere se il nuovo strumento giungerà nel nostro Paese, quali saranno i suoi costi e se verrà messo a disposizione dei privati, magari attraverso convenzioni statali, oppure utilizzato unicamente in ambiente ospedaliero.

Marta Albè

L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Life Coach, insegnante di Yoga e meditazione. Autrice del libro “La mia casa ecopulita” edito da Gribaudo - Feltrinelli editore.
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