Con 3 tazze al giorno di infuso all’ibisco, la pressione alta ha i giorni contati!

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Chi l’avrebbe mai detto che l’ibisco fosse un prezioso alleato della salute? Ebbene, a dimostrarlo sono stati diversi studi fra cui una ricerca del 2004, che intendeva analizzarne l’efficacia contro l’ipertensione, confrontandolo con il composto chimico captopril, utilizzato per contrastare la pressione alta.

L’estratto di Hibiscus Sabdariffa, su tutti i soggetti presi in esame con pressione diastolica e sistolica, si è dimostrato più efficace, sul lungo termine, del farmaco. Ciò è dovuto alla sua azione vasodilatatrice e alla capacità di inibire l’assorbimento degli ioni calcio.

E a quanto pare ne basterebbero 3 tazze al giorno per ridurre considerevolmente la pressione!

Pianta di Ibisco: cos’è e da dove proviene

Pianta di ibisco

L’ibisco, i cui fiori sono utilizzati nella preparazione del carcadè, karkadè o tè rosso d’Abissinia, appartiene alla famiglia delle Malvaceae ed è un arbusto originario dell’Asia Minore, molto diffuso anche alle nostre latitudini, di cui esistono oltre 200 specie.

Si ritiene sia giunto in Europa grazie a una spedizione dell’ambasciatore fiammingo Ghislain de Busbeck, che ne portò diversi esemplari in Olanda. L’arbusto può superare i 2 metri di altezza ed è spesso coltivato nei giardini a scopo ornamentale.

Quando viene utilizzato nella preparazione di tisane e infusi, ha un caratteristico colore rossastro, dovuto alla presenza nel calice di specifiche sostanze con questa colorazione.

Ibisco: alleato contro la pressione alta

Ibisco contro pressione alta

Chi soffre di ipertensione può beneficiare delle proprietà dell’ibisco perché esso contiene molti polifenoli, che oltre a eliminare tossine e sostanze dannose, favoriscono la diuresi e al tempo stesso fluidificano il sangue.

In media, secondo uno studio condotto sugli effetti degli infusi di ibisco contro la pressione alta dalla Tufts University di Medford, ne basterebbero 3 tazze al giorno di 240 ml ciascuna, per 6 settimane, per abbassarla considerevolmente, riducendo così i rischi di malattie correlate, come ictus, insufficienza cardiaca, morte prematura e patologie coronariche.

A beneficiarne sia i soggetti che soffrono di pressione sistolica che diastolica, come dimostrato durante lo studio, che ha evidenziato notevoli riduzioni in entrambi i pazienti. Senza contare che le sue proprietà non si esauriscono qui: l’ibisco è anche antisettico, diuretico, digestivo, antinfiammatorio, ricco di vitamine e utile per il fegato.

L’ideale è consumarlo sotto forma di infuso o tisana, tranne in gravidanza e durante l’allattamento, periodi in cui è meglio non berne troppo, consultando comunque il medico, sebbene non abbia particolari effetti collaterali.

Come preparare l’infuso all’ibisco? Semplicissimo, basta versare in una tazza di acqua bollente un cucchiaio di fiori, lasciando in infusione per una decina di minuti.

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Laura De Rosa

 

 

L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Laureata in Scienze dei Beni Culturali, redattrice web dal 2008 e illustratrice dal 2018, ha pubblicato per Giochidimagia Editore "Il sogno attraverso il tempo". Con SpiceLapis ha realizzato "Memento Mori, guida illustrata ai cimiteri più bizzarri del mondo".
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