Cucciolo di cane salvato da una scimmia

Il paradosso di Philip Morris: investe sugli inalatori medici ma vende ancora miliardi di sigarette

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

La genialata (che ha del paradosso) di Philip Morris a comprare un’azienda che si occupa delle malattie causate dalla nicotina

Si chiama “Beyond nicotine”, “Al di là della nicotina”, ed è il “viaggio di trasformazione” – come loro stesso amano definirlo – intrapreso da Philip Morris International (PMI) per arrivare alla eliminazione graduale delle sigarette e allo sviluppo e commercializzazione di alternative meno dannose del fumo. Un approccio onirico da un tale colosso? I più ne sono convinti, ma dalla multinazionale che controlla Marlboro sono pronti a giurare che le cose stanno realmente cambiando.

E lo affermano ancora una volta proprio in questi giorni, in seguito alla acquisizione di un’ulteriore quota dal produttore britannico di inalatori medici Vectura. Philip Morris investe, cioè, nella cura di asma e di malattie polmonari.

Un paradosso non da poco, tanto che Kwasi Katenghash, il ministro dell’economia inglese, ha dato mandato ai funzionari del dicastero per indagare sulle vere intenzioni della multinazionale, mentre una lettera aperta firmata da 35 enti di beneficenza sanitari ed esperti di salute pubblica ha esortato i membri del consiglio di amministrazione di Vectura a rifiutare l’offerta di acquisizione da parte di Philip Morris International.

I firmatari della lettera, guidati da Asthma UK e dalla British Lung Foundation, hanno affermato che un accordo “potrebbe ostacolare in modo significativo le capacità di ricerca e sviluppo dei prodotti di Vectura” e hanno chiesto loro di respingere al mittente “un’offerta che presenta forti rischi imprenditoriali e molti dubbi etici”. Separatamente, la British Thoracic Society, un ente di beneficenza anti-fumo, ha chiesto di impedire l’accordo, descrivendo l’inadeguatezza dell’accordo come un “conflitto etico irrisolvibile”.

Una compagnia di tabacco che fa soldi curando le stesse malattie causate dalle sigarette, è questa l’accusa.

E non solo: i gruppi hanno avvertito che l’acquisizione di PMI metterebbe a rischio la capacità di Vectura di accedere a sovvenzioni governative da oltre 180 Paesi in tutto il mondo, che, come parte del Trattato delle Nazioni Unite sul controllo del tabacco, hanno accettato di ridurre l’influenza dell’industria del tabacco sulla politica sanitaria.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità descrive l’epidemia di tabacco come “una delle più grandi minacce alla salute pubblica che il mondo abbia mai affrontato“. L’agenzia sanitaria delle Nazioni Unite afferma che il fumo, compreso quello di seconda mano, uccide più di 8 milioni di persone all’anno. Philip Morris International, dalla sua, ha ripetutamente propagandato le sue azioni “smoke free”, ma – di fatto – la stragrande maggioranza delle sue entrate deriva ancora dalle sigarette. C’è qualcosa che non torna.

Fonti: PMI / Reuters

Leggi anche:

L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
Schär

Pasta madre senza glutine: tutto quello che devi sapere

Ènostra

“Libertà è autoproduzione”: con ènostra l’energia è rinnovabile, etica e sostenibile

Seguici su Instagram
Seguici su Facebook