Come pesticidi, microplastiche e ftalati avvelenano gli spermatozoi e mettono a rischio la fertilità

La fertilità è sempre più a rischio a causa di fattori ambientali, tra questi alcuni inquinanti presenti in ciò che mangiamo che, secondo la Società Italiana di Andrologia (SIA), stanno “avvelenando” gli spermatozoi.

Come è noto, la fertilità cala sempre di più e non solo nel nostro paese. Le cause di questo fenomeno sono molte e non staremo ora ad elencarle tutte (se vi interessa l’argomento leggete QUI). Tra queste, però, una certa responsabilità sembrano avere pesticidi e microplastiche che, purtroppo, sempre più spesso arrivano sulle nostre tavole.

A dirlo sono gli esperti della SIA che, in occasione del Congresso nazionale “Natura Ambiente Alimentazione Uomo”, hanno fatto il punto sull’odierna situazione degli uomini. Questi, ogni anno, attraverso il cibo assumono ben 250 grammi tra plastica e pesticidi. Oltre a ciò, vi è anche il problema degli ftalati che dai contenitori per alimenti possono migrare ai cibi e arrivare dunque nell’organismo.

Questi inquinanti non sono certo innocui per il corpo umano e, sottolineano gli andrologi, portano anche serie conseguenze per la salute degli spermatozoi. Nello specifico possono contribuire a farli diminuire ma anche ad un calo della loro motilità o della capacità di fecondare l’ovocita. Tutto questo concretamente significa che possono ridurre la fertilità maschile.

Ma come mai queste sostanze sono così pericolose e come agiscono i diversi inquinanti? L’hanno spiegato gli esperti SIA.

Pesticidi e microplastiche

I pesticidi sono molti e tra questi, come ha ricordato Bruno Giammusso, responsabile Programmi Fertilità SIA:

“Gli alchilfenoli sono molto simili alla struttura degli ormoni sessuali e quindi possono ‘confondere’ il metabolismo. Si trovano in moltissimi prodotti, dalla frutta e verdura a diversi tipi di pesci e molluschi pescati anche nei nostri mari come per esempio tonno e sgombro”. 

ha poi aggiunto:

“Non dobbiamo dimenticare il pericolo microplastiche: i dati sulla quantità di particelle presenti nei cibi di utilizzo comune sono preoccupanti. Sappiamo infatti che il consumo annuale si attesta fra le 39.000 e le 52.000 particelle di microplastiche, a cui si aggiungono fino a 90.000 particelle se si beve soltanto acqua in bottiglie di plastica: ne ingeriamo l’equivalente di una carta di credito a settimana, circa 5 gr, con effetti che temiamo possano essere consistenti” 

Ftalati

Ftalati e fitoestrogeni si comportano da interferenti endocrini: ‘mimano’ ormoni come gli estrogeni e gli androgeni presenti nell’organismo e in questo modo influenzano pesantemente gli equilibri ormonali” ha dichiarato Alessandro Palmieri, presidente SIA.

Anche in questo caso abbiamo il potere di fare qualcosa per evitare di trovarci alle prese con queste sostanze e preservare la nostra fertilità ma, più in generale, garantire salute a tutto l’organismo. Gli esperti SIA consigliano di:

  • mangiare cibi biologici
  • evitare cibi imballati nella plastica

Altri consigli utili sono quello di non fumare e di mantenere il più possibile uno stile di vita sano.

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Francesca Biagioli

L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, oli essenziali e fitoterapia, le sue passioni da sempre. Laureata in lettere moderne, con Master in editoria, ha poi virato le sue competenze verso il benessere olistico
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