Boom di topi e pulci in città per colpa del clima. Si teme il ritorno della peste bubbonica

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Non è uno scherzo anche se vorremmo che lo fosse. In tutto il mondo negli ultimi 10 anni la popolazione di ratti nelle città è aumentata a causa di una serie di fattori tra cui i cambiamenti climatici. E ciò potrebbe favorire la ricomparsa della peste bubbonica.

A lanciare l’allarme è stato il Los Angeles Times, secondo cui la causa è da ricercarsi nel clima che cambia e che allunga la stagione riproduttiva di ratti e roditori, portando ad un forte aumento del loro numero in luoghi come Los Angeles, New York e Houston.

Ma non solo. Nelle città di tutto il mondo solo considerando l’ultimo decennio sono aumentati dal 15% al 20%. Colpa dei cambiamenti climatici e di una maggiore presenza dell’uomo nei contesti urbani. Ciò aumenta la quantità di rifiuti, che favorisce la presenza dei topi.

Il problema non riguarda solo la gestione dei ratti. Essi infatti possono ospitare le pulci che trasportano il batterio Yersinia pestis responsabile della peste. La malattia è già endemica nelle pulci che vivono sugli animali di California, Arizona, Wyoming e altri stati. I cambiamenti climatici potrebbero rendere più facile la loro vita, proprio a causa della maggiore presenza dei ratti, portando la malattia più a contatto con gli esseri umani.

“Qualsiasi condizione di cambiamento climatico che aumenti il numero di pulci [aumenta anche] la distribuzione della peste”, ha detto il dott. Janet Foley, professore di medicina ed epidemiologia alla University of California Davis.

Un’epidemia di peste bubbonica dovuta al contatto con scoiattoli malati ha spinto la Russia a chiudere il confine con la Mongolia la scorsa settimana ma altre grandi città stanno cercando di fronteggiare l’aumento delle popolazioni di ratti.

Qui si inserisce un’altra difficoltà, legata sempre all’uomo. I predatori naturali di ratti e scoiattoli, come coyote e serpenti, sono in declino a causa della crescita della popolazione mondiale e ciò non potrà che favorirne la diffusione.

E ancora una volta la soluzione sarebbe quella di mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici e del riscaldamento globale, che stanno alterando gli equilibri di ogni ecosistema, riportando a casa nostra malattie che da tempo sembravano dimenticate

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Francesca Mancuso

L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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