Coronavirus: arriva il paziente virtuale per evitare test sugli animali

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Un paziente virtuale potrebbe evitare la sperimentazione animale necessaria per testare farmaci e vaccini contro il coronavirus.

Per simulare l’infezione da covid e studiare possibili cure potrebbe infatti essere utilizzato un software chiamato Uiss (Universal Immune System Simulator), un progetto tutto italiano messo a punto da un gruppo di ricerca dell’Università di Catania.

Grazie a questo software, già utilizzato in passato per studiare tubercolosi e malattie autoimmuni, è possibile ridurre sensibilmente l’uso di cavie poiché il paziente virtuale consente di scartare farmaci inizialmente promettenti ma che in realtà si rivelano poco efficaci, senza ricorrere a test su animali.

I ricercatori stanno lavorando a un dossier da sottoporre alla task force sull’Innovazione dell’Agenzia europea per i medicinali (EMA): se l’utilizzo del paziente virtuale dovesse essere approvato dall’EMA, il software potrebbe essere messo a disposizione della comunità scientifica e trovare impiego anche per la sperimentazione di farmaci contro altre patologie, con un enorme risparmio di cavie, oltre che di tempi e costi.

Fonti di riferimento: ANSA/Younipa

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L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Laureata in Scienze e Tecnologie Erboristiche, redattrice web dal 2013, ha pubblicato per Edizioni Età dell’Acquario "Saponi e cosmetici fai da te", "La Salvia tuttofare" e "La cipolla tuttofare".
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