Somniloquio: cos’è e perché si parla nel sonno

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Somniloquio: ad alcune persone può capitare di parlare mentre dormono. Ma perché accade?

Parlare del sonno: vi è mai capitato? Se sei vicino a qualcuno che parla nel sonno, salti letteralmente dal terrore. Una voce che sbuca all’improvviso nel buio della notte e che dice pure cose all’apparenza insensate. Ad alcune persone, ahinoi, può capitare di parlare mentre dormono. Ma perché accade?

Ebbene, è una domanda cui la scienza ancora non sa dare una risposta precisa, ma diverse ipotesi sono state formulate, alcune di queste riconducibili alla presenza di patologie in fase precoce. Ma niente paura, non dovrebbe essere un problema grave.

Quel che è certo è che a “soffrire” di somniloquio (o sonniloquio) sembrano essere soprattutto i bambini e gli adulti in particolare stato di stress o in preda a stati febbrili.

Cos’è il sonniloquio

Si tratterebbe di una normale manifestazione dell’attività notturna del cervello che, lo sappiamo bene, non si “addormenta” mai completamente ma è in continua attività. Questo porta a formulare anche pensieri inconsci che, in alcuni casi, spingono a parlare ad alta voce e a dire anche frasi di senso compiuto, indipendentemente dal fatto che si stia sognando oppure no.

Parlare nel sonno è molto comune nei bambini, in cui ancora non è sviluppato il coordinamento tra i centri cerebrali che comandano il linguaggio e i muscoli del volto.

Può tuttavia succedere che anche gli adulti parlino nel sonno e pare sia dovuto a particolari condizioni di stress particolare o anche a una semplice febbre.

In generale il somniloquio è quindi il sintomo di un eccessivo affaticamento fisico e mentale, non viene considerato una vera malattia ma può essere il sintomo di alcune patologie neurologiche o di altri disturbi del sonno come il bruxismo, lo sleep terror (la paura di addormentarsi) o le apnee ostruttive del sonno.

Sull’argomento leggi anche:

Sonno: come e quanto dormire. I consigli per la nanna dei bambini

Cosa si dice durante il sonno?

Uno studio francese ha tentato di decifrare cosa viene detto nella fase del sonno.
Su un campione di 232 volontari afflitti da parasonnie (disturbi del sonno che portano anche a parlare nel sonno) disposti a dormire per due notti di seguito in laboratorio, gli studiosi hanno condotto una polisonnografia, un esame che valuta di tutti i parametri legati al sonno.

In questo modo, i ricercatori hanno registrato 883 episodi di parlato nel sonno: il 59% degli episodi era riferibile a borbottii, urla, risate e sussurri, mentre sono anche riusciti a captare 3349 parole intellegibili. Quelli che parlavano di più erano gli uomini e la parola più detta era “no”, o comunque negazioni e poi domande. Il 10% delle parole dette sono risultate essere insulti, generalmente non rivolti a un interlocutore non identificabile.

Perché si parla nel sonno?

Da quella ricerca è anche emerso che il somniloquio è più frequente nelle persone che vivono una situazione di conflitto nella vita e che quando si parla nel sonno sono utilizzati gli stessi circuiti cerebrali che di giorno consentono di rispettare una certa sintassi, la semantica e di aspettare che l’interlocutore ci risponda.

Specie se associato ad altri disturbi del sonno, parlare mentre si dorme sarebbe da inquadrare secondo gli esperti proprio nella categoria dei disturbi del sonno, in modo da poter stabilire se si tratti di una manifestazione isolata o meno, impostare una diagnosi e un eventuale trattamento, che non debba necessariamente prevedere farmaci.

Consigli per dormire sereni

Se è lo stress la causa che ci porta a dormire agitati e ad essere dei gran chicchieroni nel sonno, quello che ci serve è semplicemente un po’ di quiete (almeno) nella messa a nanna. Per cui è consigliabile:

  • addormentarsi solo in camera da letto e al buio
  • spegnere tutte le apparecchiature elettroniche e le luci di stand by
  • cenare leggero
  • non assumere alcol
  • mantenere in camere una temperatura adeguata, né troppo calda né troppo fredda

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Germana Carillo

L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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