Sprechi zero anche per il vaccino: il nuovo protocollo “panchinari” del Lazio per non sprecare neanche una goccia

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Li chiamano “panchinari”, riprendendo il gergo squisitamente calcistico, e sono coloro che ricevono una dose di vaccino che in un determinato giorno era destinata a persone che non si sono presentate all’appuntamento con la somministrazione. Sono infatti circa il 10% i prenotati che alla fine non si fanno vivi e così, con questo nuovo metodo, le fiale non finiranno nei cestini dei rifiuti speciali.

Si tratta della linea anti-spreco della regione Lazio che, sulla scia del modello israeliano, mira a non gettare via nemmeno una goccia di siero e a tagliare i tempi di attesa. In “panchina”, insomma, ci finiscono le riserve di vaccino in attesa di una chiamata last minute che, entro, una volta aperte, finirebbero inevitabilmente di essere gettate.

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Non possiamo sprecare nemmeno una dose. Per questo, dopo esserci consultati in videoconferenza con i colleghi israeliani, abbiamo importato un espediente che ci permetterà di far rendere ogni fialetta anti-Covid al 100%”, spiega l’assessore alla Sanità Alessio D’Amato a la Repubblica edizione di Roma.

Come funziona

Secondo quanto dettato dal protocollo, le dosi Pfizer e Moderna non somministrate a fine giornata sono affidate alle cosiddette Uscar – le Unità Speciali di Continuità Assistenziale Regionale, medici e infermieri contro il Covid-19 – e portate a domicilio agli over 80 che hanno già prenotato la vaccinazione.

La linea anti-spreco della regione Lazio è ispirata al modello israeliano ed è necessaria per evitare gli sprechi e tagliare i tempi di attesa.

Le tabelle che ci hanno illustrato durante le riunioni – continua D’Amato – dimostrano che ogni giorno una quota compresa tra l’8 e il 10% di chi si è prenotato per la somministrazione non si presenta all’appuntamento”.

Così facendo, con i panchinari, si è arrivati alla somministrazione di 46 dosi che diversamente sarebbero rimaste inutilizzate.

Fonte: la Repubblica Roma

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L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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