Olio di fico d’india: le proprietà del petrolio verde

Siamo soliti pensare al fico d’india come ad una pianta dagli spinosi e succulenti frutti, apprezzati e consumati nel nostro paese soprattutto in Sicilia. Ma sapete che dai semi di questa pianta si estrae anche un olio dalle grandi proprietà?

Una ricerca, realizzata da un team italiano e pubblicata sull’European Journal of Lipid Science and Technology, ha voluto valutare gli aspetti salutistici ma allo stesso tempo le potenzialità economiche di questo prodotto.

A coordinare lo studio è stato Mario Pagliaro, ricercatore chimico che insieme ad altri chimici e agronomi del Cnr e delle Università di Catania e Palermo ha deciso, su invito del nuovo Distretto produttivo del Ficodindia di Sicilia, di analizzare a fondo i componenti dell’olio di fico d’India indagandone le proprietà e, come conseguenza, i possibili sviluppi futuri per l’economia locale.

Si parla dell’olio di fico d’India siciliano che ha tratti distintivi rispetto ad esempio a quello che si produce in Marocco. Secondo quanto si legge su un estratto della ricerca appena pubblicata:

“La composizione dell’acido grasso dell’olio di semi ricavato dal frutto giallo di Opuntia ficus-indica ampiamente coltivato in Sicilia mostra diverse caratteristiche distintive. L’olio ottenuto comprende quantità significative di acido vaccinico insieme a numerosi altri acidi grassi insaturi che presentano diversi benefici per la salute, compresi linolenico, trans-13-oktadecenoico, gondoic, 7Z, 10Z-esadecadienoico e acido gadoleico”.

Questo olio sarebbe dunque ricco di acidi grassi molto preziosi per la nostra salute (in particolare utili a livello cardiovascolare) e inoltre, come sottolinea la ricerca, potrebbe essere un’ottima opportunità soprattutto nel caso si effettuasse l’estrazione da frutti considerati inadatti al consumo (troppo maturi, ammaccati, piccoli, ecc). In questo modo, secondo l’analisi economica, la sua produzione andrebbe a generare 1220 euro di ricavi aggiuntivi per tonnellata di frutti non idonei, migliorando significativamente l’economia delle aziende di trasformazione dell’olio.

Un prodotto d’eccezione della Sicilia, in questa terra infatti l’olio prodotto dai fichi d’India può vantare caratteristiche aggiuntive:

“La composizione dell’acido grasso dell’olio siciliano Opuntia ficus-indica è simile a quella dei frutti cresciuti in Tunisia mentre ha un profilo completamente diverso rispetto ai frutti OFI (ovvero per la produzione di olio da fico d’india, n.d.r) coltivati in Algeria e Marocco. Come l’olio ottenuto in Tunisia, l’olio siciliano ha un tenore di acido vaccinico superiore, ma comprende quantità significative di altri acidi grassi insaturi che presentano proprietà di salute molto favorevoli”.

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Quale dunque potrebbe essere il futuro dell’olio di fico d’India? I ricercatori sono convinti che, grazie all’elevato contenuto in Omega 3 e vitamina E, si presti bene a diverse applicazioni che vanno oltre i cosmetici, soprattutto come ingrediente nutraceutico ossia in aggiunta a integratori in polvere, capsule o liquidi.

Ancora non si sa però come eventualmente il mercato accoglierebbe un prodotto del genere, al momento infatti vi è una sola azienda che estrae quest’olio.

Davvero l’olio di fico d’india potrebbe diventare, come ritiene Carmelo Danzì, agronomo e presidente del Distretto produttivo del Ficodindia, il nuovo “petrolio verde”?

Francesca Biagioli

L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, oli essenziali e fitoterapia, le sue passioni da sempre. Laureata in lettere moderne, con Master in editoria, ha poi virato le sue competenze verso il benessere olistico
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