In Olanda, le persone che vivono vicino agli allevamenti di capre si stanno ammalando

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Nei Paesi Bassi, le persone che vivono nelle vicinanze di allevamenti di capre hanno un rischio superiore rispetto alla media di sviluppare la polmonite.

Coloro che risiedono entro un raggio di due chilometri da un allevamento di capre sono quindi esposti a maggiori rischi di contrarre la malattia. Tale correlazione è emersa da uno studio olandese, condotto negli anni 2007-2013. Una seconda ricerca, che copre il periodo 2014-2016, ha riguardato in particolare la zona orientale della provincia del Brabante settentrionale e l’area settentrionale della provincia olandese del Limburgo.

Entrambe le ricerche sono state condotte dall’Istituto olandese per la ricerca sui servizi sanitari NIVEL (Netherlands Institute for Health Services Research – NIVEL), in collaborazione con l’Istituto per le scienze della valutazione dei rischi dell’Università di Utrecht (IRAS/UU), l’Università di Wageningen e il suo centro di ricerca (WUR) e una divisione del Programma per l’allevamento del bestiame e per la salute dei residenti locali (VGO) dell’Istituto nazionale per la salute pubblica e l’ambiente (RIVM). I ricercatori coinvolti hanno analizzato i dati estrapolati dalle cartelle cliniche elettroniche in possesso del personale sanitario dell’est della provincia del Brabante settentrionale e del nord della provincia del Limburgo.

Lo studio, realizzato per conto del Ministero della Salute, del Welfare e dello Sport e del Ministero dell’Agricoltura, della Natura e della Qualità Alimentare, è il primo di una serie di studi secondari rientranti nel programma VGO-III del RIVM.

La febbre Q

Già all’inizio del 2008, Jeannette van de Ven ha iniziato a notare il progressivo aumento di aborti spontanei tra le capre del suo allevamento nel sud dei Paesi Bassi. Pertanto, l’allevatrice ha inviato i campioni all’autorità veterinaria. In nove casi su dieci non era tuttavia possibile fornire una valida e convincente spiegazione del fenomeno.

Non era possibile escludere la toxoplasmosi, ma Van de Ven non aveva gatti nel suo allevamento, che include una mandria di circa 1.700 capre da latte localizzata nel Noord-Brabant, provincia olandese densamente popolata da allevamenti di capre. Van de Ven ha continuato ad inviare campioni alle autorità competenti finché nel maggio 2008 è stata confermata la diffusione di un’epidemia di febbre Q, una patologia infettiva provocata dal batterio Coxiella burnetii, che colpisce sia gli animali sia gli esseri umani. La febbre Q ha infettato il bestiame, tra cui capre, pecore e bovini. L’infezione è stata rintracciata nella placenta, nel liquido amniotico, nelle urine, nelle feci e nel latte.

La malattia si è poi trasformata in un incubo per i Paesi Bassi, poiché l’infezione ha colpito anche la popolazione umana. Migliaia di persone sono state infettate durante l’epidemia, che è durata dal 2007 al 2010. Il governo olandese è stato costretto ad abbattere oltre 50.000 capre da latte in 55 aziende agricole nel tentativo di fermare la diffusione della malattia. Circa la metà delle persone che hanno contratto l’infezione ha sviluppato complicazioni gravi (ad es., insufficienza cardiaca) e 95 persone sono decedute a causa dell’epidemia. L’epidemia di febbre Q, che ha provocato oltre 4.000 vittime ed ha infettato circa 50.000 persone, ha fatto seguito al rapido e consistente aumento degli allevamenti di capre nei Paesi Bassi, che a sua volta avrebbe favorito la proliferazione di malattie zoonotiche, specialmente nel sud del paese.

Possibile correlazione tra polmonite e allevamenti di capre

A dieci anni di distanza dall’epidemia del 2008, i Paesi Bassi si trovano ad affrontare una nuova emergenza. Il rischio zoonosi preoccupa non solo gli allevatori di capre olandesi, ma anche gli scienziati, poiché gli studi finora condotti da esperti di salute pubblica e da veterinari hanno collegato i recenti casi umani di polmonite in alcune aree del paese alla presenza di allevamenti di capre. Dick Heederik, esperto di rischi di malattie umane-animali presso l’Università di Utrecht, ha spiegato che le persone che vivono vicino agli allevamenti di capre hanno una maggiore probabilità, che oscilla tra il 20% e 55%, di sviluppare la polmonite.

L’incremento del rischio è calcolato in un raggio di 1-1,5 km dal sito dell’allevamento. Gli effetti della malattia variano da individuo a individuo; alcune persone sono asintomatiche, mentre altre sviluppano sintomi quali febbre, brividi, affaticamento e dolore muscolare. Restano però ignote le cause della presunta correlazione tra la prossimità di residenza ad allevamenti di capre e la maggiore incidenza della polmonite tra i residenti dell’area stessa. Inoltre, ulteriori studi sono in corso per capire se anche in altre province olandesi il rischio di contrarre la polmonite possa essere determinato dal fatto di vivere nelle vicinanze di allevamenti di capre. I suddetti studi hanno preso in esame le aree situate nei pressi di allevamenti di capre e di pollame. In particolare, lo studio più recente ha rilevato che solamente nel 2014 l’aumento dell’incidenza della polmonite nella popolazione era associabile alla residenza nei pressi di un allevamento di pollame.

Limitare i danni

La presenza di questa seconda minaccia sanitaria, seguita alla devastante febbre Q, ha costretto il governo olandese, da un lato, a ridimensionare gli allevamenti e a migliorare la regolamentazione del settore all’interno del paese; dall’altro, ha stimolato una campagna pubblica per la riduzione dei capi di allevamento allo scopo di limitarne l’impatto ambientale.

Ciò nonostante, terminata l’epidemia da febbre Q nel 2010, gli allevatori di capre avevano ripreso le attività a pieno regime. La produzione nazionale di latte di capra è esplosa negli ultimi due decenni, alimentando l’export, tra cui l’esportazione di formaggi in Germania e il latte di capra in formula per neonati destinato al mercato cinese.

I risultati degli studi sulla polmonite, resi pubblici dal 2013, hanno portato ad una drastica contrazione del settore a partire dal 2017, sebbene nel frattempo la domanda di latte di capra non si fosse affatto arrestata. Alla fine, la provincia del Brabante settentrionale e altre province olandesi hanno dovuto soccombere di fronte agli elevati tassi di infezione rilevati soprattutto nelle aree degli allevamenti intensivi, dove la densità degli animali per ciascuna azienda è piuttosto alta e le malattie infettive possono proliferare più facilmente.

Prospettive future

L’origine zoonotica dei recenti casi di polmonite è plausibile. Un simile rischio di polmonite, correlata agli allevamenti di pollame, è stato associato alla presenza di polveri sottili, non identificabile nel caso degli allevamenti di capre. L’espansione del settore degli allevamenti di capre ha inevitabilmente subìto una battuta d’arresto e sono state introdotte significative restrizioni. Le mandrie di capre da latte si sono ridotte: dal 15% degli ultimi anni, al 3% attuale e il trend negativo continuerà fino a quando non verrà risolto il problema delle patologie respiratorie legate agli allevamenti.

Fonti: Guardian /Utrecht University/NIVEL/RIVM/VGO-III/EFSA

Leggi anche: Cosa significa vivere vicino agli allevamenti intensivi italiani, con oltre 1 milione di galline dietro casa

 

L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Donatella Vincenti. Laureata in Lingue e Scienze Politiche, nel 2017 ha conseguito un dottorato alla Luiss sulla transizione ecologica nel mondo arabo-islamico. Nel 2015 ha curato la rubrica "Green Islam" per la webradio Radio Bullets.
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