La Nuova Zelanda annuncia la fine della pandemia nel paese: “abbiamo vinto la battaglia contro il coronavirus”

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In una conferenza stampa, la prima ministra neozelandese Jacinda Ardern ha annunciato che il coronavirus è ormai praticamente scomparso dalla Nuova Zelanda. Si allentano le misure di contenimento ma il paese comunque non abbasserà la guardia per evitare nuovi contagi.

Alla fine di marzo, l’arcipelago neozelandese che conta circa 5 milioni di abitanti, aveva ordinato una serie di misure restrittive per limitare la diffusione del virus: confini chiusi, attività chiuse (tranne quelle essenziali) e obbligo per i cittadini di restare a casa. Si parlava allora di livello di allerta 4.

Ora, dopo quasi 5 settimane, si contano meno di 1500 contagi e 19 decessi. Negli ultimi giorni vi sono stati meno di 10 nuovi contagi quotidiani e ieri se ne contava addirittura uno solo. È arrivato dunque il momento per la Nuova Zelanda di annunciare la fine della pandemia, almeno per il momento. Come ha dichiarato in conferenza stampa la prima ministra Jacinda Ardern:

“Non esiste una trasmissione diffusa e non rilevata del virus nel Paese. ‘Abbiamo vinto la battaglia’”

Il presidente e i suoi funzionari governativi, però, hanno avvisato che, nonostante le buone notizie, non è il caso di abbassare troppo la guardia. Quanto raggiunto oggi non significa la fine totale dei nuovi casi di coronavirus sul territorio ed è quindi opportuno continuare ad adottare alcune misure, sebbene le restrizioni verranno gradualmente eliminate.

“Stiamo aprendo l’economia ma non la vita sociale” ha precisato la Ardern

A partire da martedì potrebbero riprendere alcune attività commerciali (ad esempio i ristoranti da asporto), nonché servizi di assistenza sanitaria e attività educative. Tuttavia, alla maggior parte dei cittadini verrà chiesto di continuare a rimanere a casa e di evitare il più possibile le interazioni sociali.

Ora si passa dunque al livello 3 in cui feste e assembramenti sono ancora vietati, i centri commerciali rimangono chiusi e la maggior parte dei bambini non andrà a scuola (gli istituti scolastici saranno infatti aperti solo per i bambini fino ai 10 anni che non possono essere seguiti dai genitori a cui il Governo consiglia comunque di tenere ancora i figli a casa). Anche i confini continueranno a rimanere chiusi.

Se tutto andrà per il meglio, da metà maggio si potrà passare al livello 2, limitando ancora di più le restrizioni.

La strategia della Nuova Zelanda per arginare i contagi sembra essere stata vincente, c’è da dire che serie misure restrittive sono state applicate molto prima di altri paesi, quando si registravano ancora pochi casi e il risultato si è visto. La posizione remota della Nuova Zelanda e la facilità di chiusura dei suoi confini hanno poi sicuramente giocato a favore quando è scoppiata la pandemia, come affermano gli esperti, ma anche la popolazione, che conta circa 5 milioni di abitanti in tutto, è stato ovviamente un fattore importante che ha favorito la limitazione dei contagi.

Il governo della Nuova Zelanda è stato però anche elogiato per la chiarezza dei suoi messaggi durante la crisi. E noi abbiamo particolarmente apprezzato il pensiero che la prima ministra neozelandese ha dedicato ai bambini, ricordandogli che loro sono la priorità anche in tempi di coronavirus.

Fonte di riferimento: BBC

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L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, oli essenziali e fitoterapia, le sue passioni da sempre. Laureata in lettere moderne, con Master in editoria, ha poi virato le sue competenze verso il benessere olistico
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