Neuroblastoma: ricercatori italiani scoprono la proteina che causa questo cancro infantile. Ora ‘pronti a fermarlo’

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Colpisce soprattutto i bambini molto piccoli ed è spesso fatale, ma ora ha una speranza: il neuroblastoma, terribile cancro cerebrale infantile, è causato da una proteina in grado di aiutare le cellule maligne a riprodursi e diffondersi. E che ora potrebbe essere il bersaglio di cure innovative. Lo studio è stato condotto all’ospedale Meyer in collaborazione con l’Università di Firenze.

Il neuroblastoma è un tumore piuttosto mutevole e “imprevedibile”: può infatti regredire spontaneamente in pochi mesi, ma purtroppo anche portare a masse tumorali molto aggressive, sviluppando metastasi e mostrandosi resistente alle terapie attualmente disponibili. Normalmente le forme più terribili sono quelle con un basso grado di differenziamento, ovvero tipologie in cui le cellule maligne sono meno differenziate.

Ed è su questi mostri che si è focalizzata la ricerca a Firenze: gli scienziati hanno infatti scoperto che una proteina, in particolare il recettore β3-adrenergico (β3-AR), è in grado di mantenere le cellule tumorali in uno stato indifferenziato, attivando la sintesi e l’azione della macromolecola sfingosina 1-fosfato, un lipide bioattivo.

Non uno sconosciuto, comunque: il recettore era già noto alla comunità scientifica, perché implicato nella retinopatia del prematuro, una rara malattia che colpisce la retina dei bambini nati pre-termine, e già in passato si era ipotizzato un suo ruolo nel processo di formazione dei vasi sanguigni legati alla proliferazione di masse tumorali.

Quello che ora si pensa di colpire.

“Gli studi, condotti sia a livello cellulare che in vivo, hanno evidenziato che bloccando l’attività di questo recettore con specifiche molecole, le cellule tumorali vanno incontro ad un maggiore differenziamento con conseguente riduzione della crescita tumorale – scrive il Meyer – Questi studi potrebbero aprire la strada all’individuazione di nuove strategie terapeutiche per la cura di quei neuroblastomi ad alto rischio che sono attualmente difficili da curare, dando nuove speranze ai bambini affetti da tali patologie”.

neuroblastoma speranza meyer

Foto: Meyer

Studi di questo tipo sono di solito molto lunghi e prima di arrivare ad una terapia efficace e il più possibile sicura possono passare diversi anni, ma i ricercatori si sono dichiarati pronti a fermare questa piaga.

Il lavoro è stato pubblicato su Oncogene, del gruppo Nature.

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Roberta De Carolis

L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.
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