Traghetti e navi da crociera pronti a trasformarsi in ospedali per far fronte alla carenza di posti letto

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Coronavirus, i posti letto scarseggiano non solo in terapia intensiva. Per far fronte all’emergenza arrivano proposte di ospedali “alternativi”, come traghetti e navi da crociera di lusso. E alcune sembrano quasi operative. Da Nord a Sud, passando per il Centro, si moltiplicano le idee per correre ai ripari e garantire a tutti le cure, per chi ha il virus o altre patologie.

Le buone notizie sul coronavirus iniziano ad arrivare, dal calo dei contagi nelle zone più colpite al farmaco che sembra funzionare sui pazienti gravi. Tuttavia il numero dei positivi continua ad aumentare in linea generale e l’Italia è in reale emergenza posti letto, non solo della terapia intensiva.

Da un lato, infatti, molti contagiati Covid-19 non hanno bisogno di terapia intensiva ma comunque di un ricovero, dall’altro molte altre patologie, purtroppo, necessitano ospedalizzazione. E il nostro Sistema Sanitario è realmente sull’orlo di un collasso.

In Cina, per far fronte all’emergenza virus da cui sembra stia per uscire, sono state costruite molte strutture “improvvisate” che hanno garantito assistenza. In Italia la proposta è usare traghetti e navi da crociera di lusso, sfruttando la disponibilità delle imbarcazioni ferme a causa del blocco degli spostamenti.

I traghetti di Gnv e le navi Msc Crociere

Come riporta ‘Il Secolo XIX’, starebbe per diventare esecutivo un progetto di “trasformazione” in ospedali attrezzati anche con la terapia intensiva di un’ammiraglia di Msc Crociere e di altri due cruise ferry. Le navi-ospedale diventerebbero operative tra una settimana o 10 giorni.

L’idea, partita dai vertici di Grandi Navi Veloci (Gnv) controllata da Msc Crociere, sarebbe stata immediatamente accolta da Gianluigi Aponte, proprietario della compagnia genovese e leader di Msc in accordo con il sindaco di Genova Marco Bucci, sostenuta dall’amministratore delegato del Rina Ugo Salerno e supervisionata dai responsabili della Protezione Civile e dal presidente della Regione Liguria Giovanni Toti.

Le ipotesi sembrerebbero 3: trasformare le navi in punto d’appoggio per pazienti non colpiti dal virus, liberando così migliaia di posti letto negli ospedali “a terra” in Liguria e nel resto del Nord Italia, usarle come luogo di osservazione di pazienti positivi al test ma non gravi, oppure addirittura per assistere coloro affetti da patologia Covid-19 conclamata.

E non sarebbe questa l’unica idea.

Le navi di Palermo

“Ho parlato con l’Autorità portuale di Palermo che mi conferma esserci un armatore disposto a mettere al molo una nave crociera con un centinaio di posti letto e personale sanitario qualora dovessimo arrivare al piano B – ha dichiarato ad Ansa il Presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci – Siamo pronti a ogni evenienza, fino a questo momento comunque non c’è stato in Sicilia alcun decesso e quindi continuiamo a sperare”.

La Sicilia è stata infatti particolarmente interessata dall’esodo di persone dalla Lombardia, dove ancora oggi permane il numero più alto di contagiati dal virus, avvenuto a seguito dell’annuncio della chiusura della regione come misura di contenimento del contagio. E c’è molta paura che questo possa provocare un dilagare di infezioni, che potrebbero mettere in seria difficoltà il Sistema Sanitario Regionale.

Le navi da crociera di lusso

Pochi viaggi, è tutto piuttosto fermo in Europa, soprattutto in uscita dal nostro Paese, verso il quale ormai sono moltissimi i Paesi del mondo che hanno chiuso le frontiere. Quindi perché non usare al bisogno anche le navi da crociera di lusso, grandi, attrezzate e con molti confort?

A proporlo è Maria Elena Boschi che in un tweet lancia l’idea, ritenendo la trasformazione più rapida e la soluzione migliore di possibili ospedali da campo.

I risultati di queste proposte potrebbero vedersi a breve, insieme, ci auguriamo, ad altre buone notizie sugli effetti delle misure di contenimento dell’infezione.

Fonti di riferimento: Il Secolo XIX / Ansa  / Twitter

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L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.
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