Dalle mosche contagiose all’acqua col bicarbonato: le 9 fake news della settimana smentite dal Ministero della salute

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Sul coronavirus ne sono state dette tante. Ogni giorno circolano numerose notizie false su cure, rimedi naturali, rischi di contagi. A fare chiarezza ancora una volta è il Ministero della salute che ha smentito altre 9 bufale che stanno circolando in questi giorni sul Covid19.

Ne abbiamo sentite di cotte e di crude, dagli alimenti come il latte che proteggerebbero dal virus alla presunta azione curativa dell’acqua e bicarbonato. E ancora il peperoncino che sarebbe addirittura in grado di prevenire il contagio. Il Ministero oggi ha smentito altre nuove fake news che stanno circolando questa settimane.

Eccole esaminate qui di seguito, con la spiegazione della autorità ministeriali.

Bere latte protegge e cura l’infezione da nuovo coronavirus

Una delle ultime bufale riguarda il consumo di latte, considerato erroneamente utile a curare l’infezione da Covid19. Ma il Ministero smentisce ogni cosa:

“Non ci sono attualmente evidenze scientifiche che il latte abbia una azione protettiva o curativa nei confronti dell’infezione da nuovo coronavirus”.

I raggi UV disinfettano mani o aree della pelle

Anche questa è una falsa credenza. Le lampade a raggi ultravioletti (UV) infatti non devono essere utilizzate per disinfettare le mani o altre aree della pelle. Anzi. Le radiazioni UV possono anche essere pericolose, irritare la pelle e danneggiare gli occhi.

Ormai lo sanno anche i bambini: basta lavarsi le mani con acqua e sapone o con soluzioni a base alcolica per rimuovere il virus.

Il peperoncino protegge dal coronavirus

Anche in questo caso, il Ministero sottolinea che non ci sono prove. Mancano infatti

“le evidenze scientifiche che mangiare o aggiungere peperoncino ai cibi prevenga o curi Covid-19”.

Ricorda il Ministero che il modo migliore per evitare di infettarsi è quello di mantenere la distanza di almeno 1 metro dagli altri e di lavarsi frequentemente e accuratamente le mani.

Anche le mosche possono contagiarci

Ci mancavano anche le mosche. In questi giorni circolava infatti la falsa notizia che tali creaturine, praticamente presenti ovunque, potessero diffondere il virus. Anche in questo caso, il Ministero nega tutto sottolineando che

“ad oggi non ci sono evidenze scientifiche che indichino che le mosche possano diffondere il nuovo coronavirus”

precisando che il virus si diffonde principalmente attraverso le goccioline che si generano quando una persona parla, tossisce o starnutisce e toccando superfici contaminate.

Il nuovo coronavirus si cura con acqua e bicarbonato

Troppo bello per essere vero. Avremmo risolto il problema ma secondo il Ministero

“non ci sono evidenze che il bicarbonato disciolto in acqua abbia una azione curativa, né protettiva”.

Gli oli essenziali delle piante aromatiche come basilico, rosmarino, origano, proteggono dal nuovo coronavirus

Ci piacerebbe pensare che la Natura possa offrirci la soluzione ma anche in questo caso mancano le prove scientifiche e ad oggi nessuna pianta aromatica può aiutarci.

Le zecche possono trasmettere il coronavirus

In questo periodo sono certamente più diffuse e dobbiamo cercare di tenerle alla larga, un po’ come abbiamo sempre fatto. Ma col coronavirus non hanno alcun legame

“Ad oggi non c’è alcuna evidenza scientifica di una trasmissione attraverso artropodi vettori, quali zecche, zanzare o altri insetti che invece possono veicolare altri tipi di virus (detti arbovirus), responsabili di malattie completamente diverse dalla COVID-19, come ad esempio la dengue e la febbre gialla” spiega il Ministero.

L’ozono sterilizza l’aria e gli ambienti e non trasmette l’infezione

Nessuna azione sterilizzante oggi dimostrata.

Se pulisco pavimenti e superfici con il vapore li sterilizzo dal nuovo coronavirus e mi proteggo dall’infezione

Se il vapore igienizza le superfici, ad oggi non risultano evidenze che possa metterci al riparo dal coronavirus. Secondo il Ministero serve ben altro:

“Le azioni più efficaci per la pulizia della casa e degli ambienti in cui soggiorniamo sono quelle di pulire pavimenti e altre superfici prima con acqua e sapone o altri detergenti per rimuovere lo sporco e poi disinfettarle con una soluzione di cloro attivo allo 0,1% . Per la pulizia dei servizi igienici e delle superfici toccate più frequentemente, tipo maniglie delle porte e delle finestre, cellulari, tastiere dei p.c., etc., la percentuale di cloro attivo sale allo 0,5%. Per la decontaminazione delle superfici che potrebbero essere danneggiate dall’ipoclorito di sodio, dopo la pulizia con un detergente neutro, è possibile utilizzare un disinfettante a base di alcol. Sia durante che dopo le operazioni di pulizia delle superfici è necessario arieggiare gli ambienti”.

Fonti di riferimento: Ministero della Salute

LEGGI anche:

Fake news e bufale sul coronavirus smascherate dal Ministero della Salute

 

L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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