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Dieta: scoperte antiche specie microbiche mai viste prima, che abbiamo perso a causa dell’industrializzazione

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Antiche specie microbiche mai viste prima scoperte nelle paleo-feci. Un interessante studio mostra come la vita moderna abbia alterano anche i nostri bisogni fisiologici rispetto all’ultimo millennio.

Solo nel secolo scorso, la qualità della vita degli esseri umani è notevolmente cambiata: hanno iniziato a godere di un’aspettativa di vita più lunga e sono diventanti anche (in media) più alti e più grassi. Mentre l’evoluzione fisica è evidente a tutti e chiara agli scienziati, si sa molto meno dell’evoluzione del sistema batterico dell’intestino umano.

Per capire di più delle comunità microbiche, un team di ricercatori internazionale ha osservato il DNA rinvenuto nelle paleo-feci di uomini preistorici rinvenute in Utah e nord Messico. Il DNA conservato in questi resti biologici (risalenti a 2.000 anni fa) ha permesso di ricostruire 498 genomi microbici di qualità medio/alta. Queste tracce sono state poi messe a confronto con il DNA di 789 campioni di feci moderne – metà di queste appartenenti a persone che consumano una dieta tipica dei paesi industrializzati occidentali, l’altra metà di persone abituate a consumare cibi non industrializzati, ma prodotti in modo naturale nelle comunità di appartenenza.

(Leggi: Questi microbi benefici sviluppati dai ricercatori sono capaci di riparare la Terra)

In confronto ai 789 campioni microbici presenti nell’intestino dell’uomo moderno, i microbi presenti nelle paleo-feci sono più simili a quelli rinvenuti nei campioni provenienti da paesi non industrializzati – spiegano gli studiosi. – Il profilo funzionale dei campioni di paleo-feci rivela una scarsa abbondanza di resistenza agli antibiotici e contemporaneamente un arricchimento degli elementi genetici mobili relativi ai microbi intestinali.

Selezionando la vasta differenza fra le popolazioni microbiche, un batterio conosciuto come Treponema succinifaciens è stato trovato in ognuno degli otto antichi microbi:

Nelle culture antiche, il cibo che veniva mangiato era assai diverso rispetto ad oggi e poteva supportare una più variegata collezione di microbi – spiega Aleksandar Kostic, autore dello studio. – Ma andando verso il mondo industrializzato e i prodotti più raffinati, si sono persi molti nutrienti che avrebbero aiutato a supportare un variegato microbioma.

Le diete occidentali che causano un depauperamento della diversità microbiotica intestinale delle popolazioni dei paesi industrializzati sono associate anche a infiammazioni intestinali e altri problemi di salute cronici.

Fonte: Nature

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L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Ho 25 anni e sono laureata in Lingue Straniere. Sono da sempre attenta alle problematiche ambientali e rivolta a uno stile di vita ecosostenibile. Tento nel mio piccolo di ridurre al minimo l’impronta ambientale con scelte responsabili nel rispetto della natura che mi circonda.
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