Coronavirus: cosa sono i ‘mercati umidi’ che stanno facendo sviluppare i devastanti virus in Cina

Massima allerta in Cina (ma la paura si sta diffondendo rapidamente anche nel resto del mondo) per la presenza del Coronavirus che ha contagiato già circa 400 persone uccidendone 9. A diffondere il patogeno sono soprattutto i mercati umidi.

Preoccupa la situazione dei contagi da Coronavirus in Cina, i cui dati sono in costante aggiornamento, considerando anche che il virus ha già varcato i confini nazionali arrivando in Giappone, Thailandia e Corea del Sud (ad essere colpite sono state persone appena rientrate da un viaggio a Wuhan).

E ora c’è il concreto rischio che il contagio superi il continente asiatico dato che milioni di cinesi si apprestano a partire la prossima settimana, in occasione dei festeggiamenti del capodanno cinese. Per questo, in tutti gli aeroporti vige la massima allerta nel controllo di eventuali sintomi riconducibili a questo virus da parte dei passeggeri.

Come mai preoccupa così tanto la sua diffusione? Il nuovo virus è considerato un cugino di quello che provocò la SARS, ossia la sindrome respiratoria acuta grave, che uccise quasi 800 persone 17 anni fa ed è potenzialmente altrettanto pericoloso dato che nell’organismo umano può scatenare un nuovo tipo di polmonite virale, potenzialmente mortale, trasmissibile da persona a persona.

La situazione è tale da aver convinto l’Oms a fissare una riunione d’emergenza per capire se considerare il rischio di una pandemia come, anni fa, si è verificato anche per l’ebola e la febbre suina.

mercati umidi Wuhan Cina

I mercati umidi

A favorire il contagio sarebbero i cosiddetti mercati umidi molto diffusi in Cina. Proprio qui il virus, conosciuto come 2019-nCov, è stato trovato per la prima volta in alcune persone che effettuavano acquisti o lavoravano. Nello specifico il virus è stato per la prima volta isolato in un mercato umido di Wuhan, città della Cina Centrale. L’agente patogeno potrebbe essere stato trasmesso all’uomo da animali vivi venduti in questo mercato.

I mercati umidi cinesi, infatti, si caratterizzano proprio per essere luoghi in cui si vendono animali vivi che vengono macellati sul posto. Si tratta di luoghi aperti ma spesso angusti e sporchi dove convivono insieme venditori, acquirenti e animali di ogni tipo da polli a maiali fino a serpenti e marmotte (ma c’è chi dice di aver visto anche coccodrilli e altre specie esotiche). Questi mercati vendono poi pesce e frutti di mare oltre che frutta e verdura.

“La preferenza per la carne fresca di animali non adeguatamente messi in quarantena o selvatici rende la Cina suscettibile al rischio di nuovi focolai di virus attraverso stretti contatti umani e animali”, ha affermato Wang Yuedan, professore di immunologia presso la School of Basic dell’Università di Pechino Scienze mediche.

Nel video seguente potete farvi un’idea delle condizioni igieniche (e degli animali) presenti nel mercato di Wuhan ma la situazione è simile in tutta la Cina.

E’ evidente che questi mercati offrono le condizioni ideali a far scatenare contagi di vario genere ma, nonostante questo, rimangono luoghi molto frequentati e parte centrale della vita in molte città cinesi.

Venditori di pollame macellano gli animali per i clienti che ne fanno richiesta in un mercato di Shanghai.

Alla luce degli ultimi sviluppi, però, la commissione per il controllo del virus di Wuhan ha deciso di chiudere i mercati all’aperto della città, limitare la circolazione degli animali selvatici e i raduni pubblici.

Nel frattempo nella città cinese si fa la fila per comperare mascherine cercando così di evitare il contagio.

Foto: Bloomberg

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, oli essenziali e fitoterapia, le sue passioni da sempre. Laureata in lettere moderne, con Master in editoria, ha poi virato le sue competenze verso il benessere olistico
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