U-Mask: stop del Ministero alla vendita delle “mascherine dei vip”: “Potenziali e rilevanti rischi per la salute”

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Stop alla vendita delle U-Mask Model 2, le mascherine in tessuto biotech indossate da politici e influenzer finite già nel mirino dell’Antitrust e della procura di Milano. Ora arriva il divieto ufficiale di vendita dal Ministero della salute.

La decisione arriva dopo che i carabinieri del Nas di Trento hanno segnalato al Ministero della Salute che le mascherine U-mask model 2 risultavano certificate come dispositivo medico in base alla dichiarazione di un laboratorio privo di autorizzazione, sottoscritta, tra l’altro, da un soggetto senza laurea. Da qui la misura del dicastero di Speranza di ritirarle dal mercato e vietarne la vendita.

Arriva, dunque, l’epilogo di una vicenda iniziata, tra l’altro dopo un servizio di Striscia la Notizia che aveva portato la procura di Milano a indagare per frode nel commercio (art. 515 del codice penale) in quanto la capacità di filtraggio del dispositivo sarebbe stata inferiore a quanto dichiarato. Da qui il sequestro e la successiva procedura di infraizone da parte dell’Antitrust per pubblicità ingannevole.

Alle accuse l’azienda produttrice della mascherina biotech tante volte vista sul viso di politici e vip come, ad esempio le sorelle Ferragni, aveva sempre ribadito al correttezza della documentazione:

Il prodotto U-Mask rispetta pienamente le norme e le leggi in materia. Tutta la documentazione tecnica relativa ai nostri dispositivi è stata a suo tempo inviata, come prescritto dalla legge, alle Autorità competenti, ossia il Ministero della Salute, che preso atto della correttezza della documentazione allegata e delle prove tecniche effettuate, ne ha disposto l’approvazione e la registrazione come dispositivi medici di classe uno“.

Nei giorni scorsi, in difesa di U-mask erano anche arrivato il test di Altroconsumo con le prove di laboratorio che dimostravano come la famosa mascherina riutilizzabile avesse un’efficacia filtrante del 98% anche dopo 5 lavaggi (LEGGI anche Le mascherine lavabili funzionano, promosse da Altroconsumo. Decathlon e Pompea migliori del test)

Dopo l’intervento dei NAS, però, e la constatazione delle incongruenze nei documenti di certificazione come dispositivo medico, il Ministero non ha potuto far altro che disporre il ritiro immediato e lo stop alla vendita dell’U-Mask Model 2.

Inoltre all’azienda il Garante aveva contestato la pubblicità ingannevole in quanto anche sul sito e nella comunicazione del prodotto si alludeva – con spregiudicatezza – alla capacità di protezione tipica dei dispositivi di protezione individuale FFP (mascherine FFp2 e FFP3 e non a quelle delle mascherine chirurgiche, categoria alla quale invece apparteneva stando alla certificazione di “dispositivo medico”. Certificazione ora contestata anch’essa.

E ora il Ministero evidenzia i “potenziali rlevanti rischi per la salute” derivanti dall’assenza di un regolare processo valutativo.

Fonte: Ansa

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L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Direttore responsabile e Co-Founder di greenMe. Ha una laurea in Scienze della comunicazione e un'esperienza pluriennale negli uffici stampa di diversi settori. Appassionata di tecnologia e ambienta, ha tenuto corsi di scrittura per il web dedicati a giornalisti e studenti.
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