Come capire se la nostra mascherina FFP2 è affidabile. Un tool per individuare la certificazione

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Le FFP2 dovrebbero proteggerci dal coronavirus ma la loro efficacia potrebbe essere compromessa nel caso non si tratti di mascherine a norma di legge. Sono stati tanti i sequestri dei Nas in quest’ultimo periodo e ora sullo scandalo delle mascherine indaga anche l’antifrode Ue. C’è però un tool che ci aiuta a capire chi ha certificato il nostro dispositivo di protezione.

Si continua a parlare della presenza sul mercato di mascherine non conformi. Dopo le U-Mask, stavolta sotto i riflettori ci sono le mascherine FFP2 certificate dall’ente turco Universal Uygunluk Degerlendirme Hizmetleri ve Tic. A.Ş. (Universalcert), ora sotto indagine da parte dell’ufficio Antifrode dell’Unione europea (Olaf).

Si tratta di mascherine FFP2 che riportano il numero identificativo CE 2163, appunto quello con cui rilascia i certificati di conformità Universalcert. Secondo gli esperti, alcune di queste mascherine potrebbero non offrire una protezione idonea, al contrario di quanto certificato, non superando le prove di filtraggio.

L’intervento dell’Olaf si è reso necessario dopo una denuncia arrivata dalla Germania che indicava un aumento anomalo dell’attività di certificazione dell’ente turco. Alla base della faccenda comunque, ci potrebbe essere una falla nel sistema di certificazione delle mascherine.

Come ha spiegato Michela Mechilli, amministratore unico di Sfap Srl a Il Salvagente, quanto sta accadendo:

“Non significa automaticamente che Universalcert non facesse controlli approfonditi ma mette piuttosto in luce una falla del sistema di certificazione che in piena pandemia era comprensibile, adesso non più. (…) Gli enti certificatori sono stati individuati dall’Unione europea e questo ben prima (e a prescindere) dalla pandemia. La procedura, invece, prevede che dopo la fase di produzione e di controllo interno, il produttore invia all’ente un prototipo di mascherina e su quello ottiene la certificazione che può apporre su tutti i suoi prodotti. Ma – ed è questa la falla – se una volta ottenuta la certificazione il produttore cambia l’iter di produzione e i materiali e immette sul mercato una mascherina diversa da quella per cui ha ottenuto la certificazione nessuno può saperlo. Infatti non sono previsti controlli a obbligatori su altri lotti oppure delle ispezioni al sito produttivo: è tutto a discrezione del  del produttore/importatore e per questo è opportuno preferire produttori/importatori conosciuti e qualificati”.

Il tool per verificare chi ha certificato la nostra mascherina

Mentre aspettiamo che l’Olaf faccia chiarezza sulla questione, possiamo intanto verificare da chi è stata certificata la nostra mascherina.

Le mascherine devono attenersi al regolamento UE 425/2016 e, prima di poter essere messe in commercio, vengono sottoposte ad una serie di controlli e verifiche con l’obiettivo di certificare che rispettino tutti i parametri. A quel punto, se c’è il via libera, verrà apposto il marchio CE.

Sulle mascherine FFP2, però, vicino al marchio CE compare un codice di quattro cifre o lettere che identifica l’ente certificatore. Uno strumento utile per capire subito chi ha certificato la nostra mascherina ce lo fornisce l’Ue con il suo database Nando per l’Italia.

Se a questo link nel campo “Keyword On Notified body number” inserite il numero che si trova vicino al simbolo CE presente sulla vostra mascherina potrete immediatamente conoscere l’ente certificatore.

Nella scheda relativa all’azienda che ha certificato la mascherina deve essere presente il riferimento ai “personal protective equipment” o all””Equipment providing respiratory system protection”.

Fonte: European Commission / Il Salvagente

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L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria
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