G+ Co-Mask, la mascherina al grafene che promette di proteggerci dal coronavirus

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Il grafene contro il coronavirus: la mascherina G+Co-Mask promette di proteggere noi e gli altri sfruttando questo materiale, già noto per altre molteplici proprietà, tra cui quella antibatterica. Ma sarà anche un efficace antivirale? I test sono in corso e sembrano mostrare risultati incoraggianti.

L’innovativo dispositivo di protezione individuale è stato progettato e sviluppato dall’azienda lombarda Directa Plus, produttrice e fornitrice di grafene, già testato su alcuni tessuti e nella depurazione dell’acqua.

L’idea, nata nelle prime settimane dell’emergenza accanto ad altre che si stanno moltiplicando, è stata ora concretizzata, anche se non sono ancora definitivamente dimostrate le proprietà antivirali del materiale, noto come antibatterico, antistatico e ottimo conduttore di calore. Quest’ultima proprietà, in particolare, favorisce la disperazione del calore in eccesso e la sanificazione per il riutilizzo dei dispositivi, sempre più dispersi nell’ambiente.

“Si tratta di un progetto che nasce durante l’emergenza per mettere le proprietà del grafene al servizio della sicurezza della comunità – spiega Giulio Cesareo, fondatore e CEO di Directa Plus –[…] Le sperimentazioni fatte sulla filtrazione dell’aria per creare la nostra mascherina rappresentano infatti il primo passo per specializzarci anche nella depurazione dell’aria, dopo aver acquisito una solida expertise nell’utilizzare i nostri materiali per la decontaminazione dell’acqua”.

mascherina grafene antibatterico

©Directa Plus

Per sviluppare G+ Co-Mask sono stati testati oltre 180 materiali, fino alla scelta di quello che appariva altamente traspirante, sul quale è stato applicato un film al grafene chiamato ‘Planar Thermal Circuit‘ per via delle proprietà di conduzione del calore. Esiste poi anche un modello in cotone, progettato usando l’impregnazione con grafene: il cotone viene trattato in  particolare con acqua e grafene che così penetra all’interno della fibra.

mascherina grafene antibatterico

©Directa Plus

Ma protegge noi o almeno chi ci sta accanto dal coronavirus? Questo punto ancora non è chiaro. Le proprietà antibatteriche infatti non garantiscono affatto schermo anche contro i virus, molto più piccoli e con caratteristiche completamente diverse.

Bloccare i batteri (il filtro arriva a dare lo stop fino al 95% di questi agenti patogeni) potrebbe però sopperire alla necessità e difficoltà di sanificazione delle comuni mascherine chirurgiche, che restano, di fatto, monouso, e che stanno alimentando pericolosamente i nostri rifiuti urbani.

Sulle proprietà antivirali i test sono invece in corso e l’azienda si dichiara ottimista.

Fonti di riferimento: Directa Plus

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L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.
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