La mamma che ha salvato la sua bimba con l’olio di cannabis

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“L’olio di cannabis ha salvato la vita di mia figlia”. È quanto sostiene Rachael Garner, una giovane mamma della Florida, che ha assistito al miracoloso recupero della sua figlioletta di 19 mesi Nettie, a cui i medici avevano dato pochi giorni di vita.

La bambina, nata con paralisi cerebrale e idrocefalo (un accumulo di liquido nel cervello), che le causava frequenti crisi epilettiche, era stata ricoverata in ospedale per polmonite nel mese di giugno. I medici dissero che sarebbe morta presto. Così era stata mandata a casa, per passare gli ultimi giorni in un ambiente conosciuto e sereno.

Poi la svolta. Il 2 luglio, mamma Rachel ha iniziato un trattamento con olio di cannabis, con somministrazioni di gocce sottolinguali, dopo aver letto articoli e riviste mediche che descrivevano questo tipo di cura. 24 ore dopo la prima applicazione, dice la donna, ha notato una svolta notevole in Nettie. Le convulsioni della bambina sono cessate del tutto e ora è ancora in grado di reggere il peso della sua testa.

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Così, Rachel non ha dubbi: Nettie sarebbe morta se non fosse stato per l’oio di cannabis. Si tratterebbe di uno dei tanti casi che dimostrerebbero l’efficacia della cannabis medica e del cannabidiolo puro – una sostanza attiva nella pianta della cannabis – come trattamento possibile per le convulsioni. Gli studi effettuati su questa malattia, però, sono ancora alla fase sperimentale. Si pensa che il CBD riesca a ‘spegnere’ l’eccessiva attività elettrica e chimica nel cervello che provoca convulsioni.

Intanto, dall’altra parte dell’Oceano, il 63enne Mike Cutler, di Hastings, nell’East Sussex, afferma di aver curato il suo cancro con olio di cannabis fatto in casa. I test alla fine dello scorso anno, gli avevano rivelato cellule cancerose nel suo fegato. Preoccupato di avere i giorni contati, ha iniziato a cercare disperatamente una cura su Internet.

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E anche lui ha scoperto l’olio di cannabis. Afferma che il suo straziante dolore è scomparso tre giorni dopo aver assunto le gocce. E che un paio di mesi dopo le cellule tumorali erano scomparse. Attualmente sono in corso diverse ricerche per tentare di stabilire anche questo tipo di proprietà. È bene sottolineare che al momento non ci sono dati empirici che dimostrino che la cannabis o i cannabinoidi possano trattare il cancro o l’epilessia nei pazienti.

Roberta Ragni

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L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.
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