Funghetti magici: basta una dose di psilobicina per diventare disinibiti e aiutare la depressione

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Ci sono funghi e funghetti. Ma questa volta non parleremo di quelli di stagione con cui si cucinano zuppe e fettuccine. Secondo uno studio americano, i famosi funghetti magici (droghe note come magic mushrooms non vietate, ad esempio, in Olanda) hanno delle proprietà straordinarie, in grado di modificare – in modo radicale e duraturo – la personalità di chi li assume.

A rendere nota questa inquietante realtà è una ricerca dell’Università John Hopkins, diretta dal dottor Roland Griffiths e pubblicata sul “Journal of Phychopharmacology”, dove gli esperti hanno riscontrato che assumere anche piccole dosi dei magici funghetti può dare effetti immediati, come il cambio repentino della personalità, ma anche profondamente indesiderati, come ansie e paure.

L’obiettivo degli scienziati era verificare gli effetti sull’uomo dei funghi allucinogeni, e in particolare misurare le conseguenze date dalla psilocibina, l’ingrediente principale e le possibili applicazioni come terapie contro depressione o particolari disturbi psichici.

L’indagine (per cui è stato richiesto e rilasciato un permesso, vista l’illegalità dei funghetti) è iniziata con la selezione di 51 volontari, di età differenti, che hanno partecipato a 5 momenti diversi (sessioni) in cui hanno assunto queste particolari droghe.

In ogni sessione- della durata di circa 8 ore ciascuna – i volontari – una volta ingerita la droga – si sdraiavano su un divano con gli occhi coperti da una maschera e con le cuffie che trasmettevano musica: soluzione studiata per isolare i partecipanti ed analizzare gli effetti.

Risultato?
A distanza di oltre un anno, la maggioranza del campione analizzato (6 su 10) aveva subito cambiamenti di personalità, mostrandosi più aperta ed estroversa.
Effetto momentaneo o permanente?
“È probabile – ha commentato Roland Griffiths – che si tratti di modifiche permanenti, visto che le abbiamo trovate anche dopo più di un anno dall’esperimento”.

Inoltre, in alcuni casi si sono manifestati stati di ansia e paura, un dato da non trascurare nei casi in cui questi funghetti vengono utilizzati per fini medici e curativi.
Dati alla mano quindi, i medici che consigliano l’uso di allucinogeni nel settore terapeutico godono oggi di una maggiore consapevolezza e hanno uno strumento in più per aiutare a combattere il vizio del fumo o diminuire la depressione legata alle malattie gravi, ma il tutto deve avvenire sempre sotto lo stretto controllo di esperti.
E non di funghi, ma medici!

Verdiana Amorosi

L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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