Sindrome locked-in: ecco il casco che leggerà il pensiero di chi non riesce a parlare

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Sono pazienti “locked-in”, letteralmente “chiusi” nel loro corpo, coloro che soffrono della sindrome locked-in o sindrome del chiavistello, una condizione a causa della quale si è coscienti e svegli, ma non ci si può muovere né comunicare a causa della completa paralisi di tutti i muscoli volontari del corpo.

Per loro, alcuni ricercatori coordinati da Niels Birbaumer del Wyss Center for Bio and Neuroengineering di Ginevra hanno messo a punto una tecnologia in grado di “leggere la mente” tramite l’analisi dei livelli di ossigeno presenti nel sangue del cervello.

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Si tratta di un dispositivo, si legge nello studio, che avrebbe dato modo a quattro malati di SLA (la sindrome locked-in è una condizione che spesso accompagna le fasi finali proprio nei malati di SLA o di altre patologie degenerative), di tornare a comunicare con i propri familiari.

LO STUDIO – Nel corso dello studio, i pazienti sono stati sottoposti ad alcune semplici domande di vita quotidiana cui dovevano rispondere pensando per alcuni secondi “” oppure “no”. Mentre i pazienti pensavano, un computer derivava già le loro risposte misurando i cambiamenti di ossigenazione del sangue e il colore del sangue interpretando il segnale come un “sì” o come un “no”». Le domande erano del tipo: “Il nome di tuo marito è Joachim?”. Il sistema ha raggiunto una precisione del 75%. Le domande erano poste più volte per essere certi della risposta del paziente. In un caso, pare che una figlia abbia chiesto al padre immobile il consenso a sposare il suo fidanzato, ma 8 volte su 10 la risposta sarebbe stata no.

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Per ora, questo tipo di tecnologia riesce a decifrare soltanto i sì e i no, ma non è poco per chi è completamente immobilizzato in un letto d’ospedale. L’idea di poter esprimersi in qualche modo è un enorme passo avanti per il malato e per chi gli è vicino. Non a caso, alla domanda “sei felice” tutti i sottoposti al test hanno risposto “sì”.

Germana Carillo

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L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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