Epidemia di legionella in Lombardia: il fiume Chiese un inferno di metalli pesanti e fanghi inquinati

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Gli ultimi ad essere colpiti dalla legionella sono due residenti in Brianza. Continua a salire il bilancio delle persone colpite dal batterio che ha causato l’epidemia di polmonite nella bassa bresciana e nel mantovano. Una situazione gravissima con 235 casi registrati, 34 in provincia di Mantova. Cosa sta succedendo in Lombardia?

I due pensionati, un 78enne di Cesano Maderno e un 89enne di Desio, sono arrivati in ospedale con difficoltà respiratorie settembre e attualmente sono ricoverati in condizioni stabili. Ma nei giorni scorsi, oltre 200 persone erano arrivate in ospedale con la polmonite, anche se i casi di legionella sono ascrivibili solo a 39.

Pazienti provenienti da altre province un 29enne di Gavardo nel Bresciano e un 43enne del Mantovano, invece sabato scorso era morto un anziano di Lecco.

Legionella: che cos’è e come si trasmette

La legionella è un’infezione che viene causata da una specie batterica, il batterio legionella (Legionella pneumophila). Può manifestarsi sotto forma di polmonite o di febbre di Pontiac che è la forma meno acuta. Il batterio di sviluppa nei corsi d’acqua solitamente artificiali e il contagio avviene per inalazione, cioè respirando.
La legionella ha un periodo di incubazione che varia dai due ai dieci giorni, sintomi sono stanchezza, emicrania, inappetenza, febbre, dolori al torace.

La legionella e i metalli pesanti

Sul caso dell’epidemia di polmonite è intervenuto Alberto Zolezzi, attivista del M5S in Commissione Ambiente alla Camera e medico pneumologo.

“In Lombardia importiamo ogni anno oltre 600 mila tonnellate di fanghi di depurazione e non si può escludere che qualche importante spandimento abbia favorito la proliferazione di legionella e sia fra le concause dell’epidemia di polmoniti scoppiata di recente fra le province di Mantova e Brescia”, scrive Zolezzi.

“Buona parte dei comuni di residenza dei malati siano bagnati dal fiume Chiese. La legionella prolifera in acque ricche di sedimenti e nutrienti, ferro, manganese e altri metalli pesanti, prolifera in condizioni di elevata temperatura, di altri agenti patogeni. Quello che avviene lungo il Chiese è un inferno in terra”, continua l’attivista.

Ma non solo, le 24 discariche di Montichiari si sommano a decine di migliaia di tonnellate di fanghi di depurazione, gessi di defecazione e digestati sparsi sui suoli di tutti quei comuni (Asola ha il record nazionale per km2).

“I nitrati in acqua potabile sono sempre sul filo o poco oltre la già lassa normativa nazionale (50 mg/litro mentre negli USA siamo a 10 mg/litro) e in falda si arriva a 120 mg/litro, una palude”.

Per questo secondo Zolezzi una delle concause dell’epidemia di legionella potrebbe essere dunque di motivo ambientale.

“Non si può escludere che qualche importante spandimento abbia favorito la proliferazione di Legionella e unitamente a irrigazione o captazione idropotabile sia fra le concause dell’epidemia. L’andamento del fiume Chiese fa pensare a questo”.

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Dominella Trunfio

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L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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