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La meditazione più efficace delle medicine sui pazienti con Alzheimer. Lo studio indiano

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Un recente studio indiano dimostra come la pratica costante della meditazione possa aiutare le capacità di concentrazione e memoria nelle persone anziane affette da patologie degenerative della mente come Alzheimer e MCI.

Il disturbo cognitivo lieve (Mild Cognitive Impairment, o MCI) e l’Alzheimer sono patologie che colpiscono le persone più anziane. Si tratta di condizioni in cui la memoria si deteriora progressivamente, ma la persona rimane indipendente dal punto di vista delle funzioni fisiche.

Secondo un nuovo studio condotto da alcuni ricercatori indiani, la pratica frequente della meditazione sarebbe un valido aiuto nel migliorare l’attenzione, la consapevolezza e la salute mentale. I ricercatori hanno osservato gli effetti benefici della meditazione intenzionale su pazienti affetti da MCI e Alzheimer in termini di memoria, capacità di linguaggio e percezione dello spazio. Anzi, fra i vari trattamenti sperimentati per la cura di queste patologie, la meditazione rappresenta l’unico approccio non invasivo e non costoso per portare sollievo concreto ai malati.

(Leggi anche: Meditare: 10 motivi scientificamente provati per farlo almeno 10 minuti al giorno)

Lo studio indiano si è articolato in due fasi. Una prima fase ha avuto come scopo quello di esplorare le correlazioni neurali attivate dalla meditazione e studiare il miglioramento nell’attivazione delle regioni del cervello in chi pratica la meditazione da anni e in persone sane ma non abituate alla pratica. Per fare questo, è stata utilizzata una modalità di indagine detta a biomarcatori d’immagine (utilizzata per osservare il deterioramento cerebrale nei casi di demenza).

La seconda fase, invece, ha osservato i cambiamenti delle performance cognitive dei pazienti affetti da MCI prima e dopo il trattamento meditativo. Il team di ricercatori ha proposto, ogni giorno, un’ora di esercizi di allenamento della memoria e delle capacità cognitive e hanno osservato le risposte dei pazienti alla fine della settimana di allenamento (ai pazienti sono stati somministrati anche degli esercizi da ripetere da soli a casa).

Inoltre, i ricercatori hanno sviluppato un programma di meditazione intenzionale della durata di dieci settimane chiamato ‘Mindfulness Unified Cognitive Behaviour Therapy (MUCBT)’. Rispetto a pazienti della stessa età e con gli stessi problemi di salute che non hanno praticato la meditazione, chi ha svolto questo programma ha dimostrato una migliore capacità di concentrazione, una più efficace risposta allo stress e agli stimoli ambientali. In particolare, i risultati della seconda fase del test suggeriscono che la consapevolezza derivante dalla meditazione può attivare connessioni neurali che riguardano l’attenzione, il comportamento, la capacità di reazione, l’adattamento all’ambiente.

Fonte: PIB

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L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Ho 25 anni e sono laureata in Lingue Straniere. Sono da sempre attenta alle problematiche ambientali e rivolta a uno stile di vita ecosostenibile. Tento nel mio piccolo di ridurre al minimo l’impronta ambientale con scelte responsabili nel rispetto della natura che mi circonda.
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