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Johnson & Johnson valuta la possibilità di una “bad company” per difendersi dalle cause contro il suo talco cancerogeno

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Johnson & Johnson sembra stia lavorando ad un piano per scaricare le proprie responsabilità, o meglio i risarcimenti relativi alle cause legali intentate nei confronti di uno dei suoi prodotti più noti: il talco per bambini, accusato di essere cancerogeno. Come? Creando una azienda che le offrirebbe protezione, una sorta di “bad company”, una controllata che poi dichiarerebbe bancarotta.

Secondo quanto rivela Reuters, la Johnson & Johnson ha trovato un escamotage per uscire dalla brutta situazione in cui si trova riguardo alle cause legali intentate contro la multinazionale per via del suo Baby Powder.

Vi ricordiamo  che Johnson & Johnson deve affrontare azioni legali da decine di migliaia di querelanti che accusano il suo talco, e altri prodotti a base di talco, di contenere amianto e causare il cancro. Tra i querelanti vi sono donne che soffrono di cancro alle ovaie e altre che combattono il mesotelioma.

In alcuni casi la multinazionale ha già dovuto pagare risarcimenti milionari.

Secondo l’indiscrezione riportata da Reuters, Johnson & Johnson sta valutando la bancarotta per una controllata e, il ricorso al capitolo 11 sulle istanze di fallimento, le consentirebbe di risolvere tutti i contenziosi in un’unica vertenza, proteggendola tra l’altro da ulteriori cause presentate dopo la richiesta di fallimento.

La Reuters fa riferimento a sette persone che hanno familiarità con la vicenda e al fatto che, uno degli avvocati della multinazionale, avrebbe spiegato che l’azienda sta valutando il piano di bancarotta, ovvero potrebbe optare per la possibilità di trasferire le spese del contenzioso per il suo noto talco in una nuova azienda che poi dichiarerebbe fallimento.

Se effettivamente Johnson & Johnson dovesse scegliere questa strada, i querelanti potrebbero trovarsi alle prese con una procedura fallimentare più lunga e con una società decisamente più piccola.

Sempre la Reuters accenna alla possibilità che Johnson & Johnson voglia sfruttare la legge della “fusione divisa” del Texas che permette alle società di dividersi in almeno due diverse in cui confluire le passività e poi presentare istanza di fallimento in modo da bloccare i contenziosi in atto. Tutto legale, la pratica è già nota ed è stata utilizzata da altre società per contenziosi che riguardavano ad esempio l’amianto.

Al momento, però, è tutto ancora da confermare. Tramite un suo portavoce, Johnson & Johnson in merito a quanto sostenuto dalla Reuters ha dichiarato:

Johnson & Johnson Consumer Inc. non ha deciso su alcun particolare corso d’azione in questo contenzioso se non quello di continuare a difendere la sicurezza del talco e processare questi casi nel sistema degli illeciti, come dimostrano i processi in corso.

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Fonte: Reuters

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L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria
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