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Cosa succede al tuo ippocampo quando non dormi abbastanza

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Non dormire a sufficienza può avere serie ripercussioni sull’ippocampo, struttura cerebrale che, tra le altre cose, contribuisce alla memoria a breve e a lungo termine. A sostenerlo una nuova ricerca dell’Università del Michigan.

Che riposare bene e per un numero di ore sufficienti sia fondamentale per diversi aspetti della nostra salute è cosa ormai nota ma una nuova ricerca scientifica, pubblicata su Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS), aggiunge ora un altro particolare importante. (Leggi anche: Insonnia: 10 cose che accadono al corpo quando non si dorme abbastanza)

Secondo quanto scoperto dal team dell’Università del Michigan, guidato da Sara Aton e James Delorme, privarsi del sonno porta ad un aumento dell’attività dei neuroni inibitori nell’ippocampo, un’area del cervello essenziale per l’orientamento, nonché per l’elaborazione e la memorizzazione di nuovi ricordi.

Di conseguenza, non dormire abbastanza (o addirittura privarsi del sonno ad esempio passando una notte in bianco per studiare o lavorare) interrompe l’elaborazione e l’archiviazione di nuovi ricordi, in parole povere ha un effetto estremamente nocivo sulla memoria.

ippocampo memoria sonno studio

@Pnas

Come ha dichiarato il dottor Aton, professore associato presso il Dipartimento di biologia molecolare, cellulare e dello sviluppo dell’Università del Michigan:

Poiché questi neuroni limitano l’attività nelle loro vicinanze, questa risposta fisiologica rende impossibile raccogliere la normale attività neuronale nella struttura dell’ippocampo. Dico sempre ai miei studenti che una notte in bianco non li aiuta a prepararsi per un esame.

Tali risultati, ottenuti però su modello animale, se confermati da ulteriori ricerche potrebbero avere implicazioni importanti per le strategie di apprendimento ma non solo.

Anche in disturbi come l’Alzheimer, dove le difficoltà del sonno sono comuni, potrebbe esserci una relazione tra il meccanismo fisiologico descritto in questo studio e la perdita di memoria. Ma, sostiene il professor Aton, potrebbe esserci anche una funzione di protezione dei neuroni, o una reazione psicologica adattiva contro i ricordi stressanti:

La perdita del sonno a volte potrebbe essere terapeutica. Ad esempio, l’uso della privazione del sonno dopo un evento traumatico potrebbe essere un modo per prevenire la sindrome da stress post-traumatico.

In realtà non è la prima volta che la privazione del sonno o un quantità di riposo notturno non sufficiente viene correlata a scarsa memoria. Già nel 2014 alcuni scienziati delle università di Oxford, Cambridge, Harvard, Manchester e Surrey in un’intervista avevano sottolineato che, chi si accontenta di dormire 4 o 5 ore per notte, vede ridursi del 15% la capacità di memorizzare e apprendere con facilità. (Leggi anche: Si dorme 2 ore in meno di 60 anni fa, ma quali sono i rischi?)

Fonti: Università del Michigan / Pnas

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L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria
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