Influenza, il contagio passa anche per i pipistrelli

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Influenza, il suo contagio passa anche per i pipistrelli? Forse si. Come è stato per aviaria e suina, secondo alcuni studi, un ceppo distinto del virus influenzale è presente anche nel DNA dei pipistrelli, proprio come è stato per i maiali e i polli, sebbene non sia stata confermata la possibilità di contagio per gli uomini.

A rivelarlo è una ricerca americana, pubblicata su Pnas, effettuata da un gruppo di studiosi della Molecular Virology and Vaccines Branch del Center for Disease Control and Prevention, diretto dal professor Ruben Donis, che negli ultimi cinque anni ha effettuato diversi studi sui pipistrelli del Guatemala.

Gli studi condotti fino ad oggi da questi e altri studiosi dimostrano infatti che il virus è presente in molti animali: non solo nei maiali e nei polli, ma anche negli uccelli acquatici, cani, foche, balene e anche nei pipistrelli. Negli ultimi anni scienziati di tutto il modo hanno individuato la presenza di numerosi ceppi influenzali differenti in tantissime specie animali:

La maggior parte delle persone – ha commentato il professor Doris – è erroneamente convinta che siano state già trovate tracce di virus dell’influenza in tutti gli animali possibili, ma non è affatto così”.

Ma questo ceppo presente nei pipistrelli può essere trasmesso all’uomo? Stando ai dati pubblicati nella ricerca, è molto difficile che ciò accada, perché questo tipo di virus tende ad indebolirsi molto in ambienti diversi da quello di origine. Tuttavia, un eventuale processo di ibridazione con altri ceppi simili potrebbe farlo rafforzare e minacciare quindi la salute dell’uomo.

Per questo motivo, supportati dalle analisi dei campioni di pipistrelli provenienti dal Guatemala, gli studiosi non escludono affatto la possibilità di un contagio per il genere umano e neanche la diffusione di una nuova pandemia.

Questo virus – hanno spiegato gli scienziati – diventa “potenzialmente nocivo per l’uomo se si mescola con le forme più comuni di influenza, perché potrebbe scambiare dei geni e mutare in forme assai più pericolose”.

Nuova pandemia in arrivo dunque?
Nonostante la divergenza dai tipi di virus A conosciuti, – hanno concluso gli studiosi – anche quello trovato nei pipistrelli è compatibile con uno scambio genetico con il virus umano nelle cellule. Questo suggerisce che ha la capacità di contribuire a un riassortimento che può dar vita a nuovi virus pandemici o capaci di trasmettersi tra gli animali”.

Verdiana Amorosi

L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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