Influenza aviaria: nuovo ceppo in Cina. Le conseguenze sugli uccelli

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Catturati, puliti, vaccinati. O abbattuti. Sono i diversi trattamenti riservati alle decine di migliaia di uccelli che vivono in Cina. Uno solo è l’obiettivo: contenere la diffusione dell’influenza aviaria. Un suo nuovo ceppo, l’H7N9 ha, infatti, già contagiato 28 persone, uccidendone almeno 7. I casi sono stati segnalati a Shanghai e in tutto e tre le province orientali.

La nuova influenza sarebbe un mix genetico generato dall’incrocio fra uccelli migratori della Corea del Sud e anatre della provincia di Zhejiang. Così, mentre l’Organizzazione mondiale della sanità fa sapere di non aver ancora trovato la prova che il virus può essere trasmesso da persona a persona e le autorità cinesi si affannano per sviluppare un vaccino, a Shangha è stato ordinato l’abbattimento di almeno 100.000 polli, anatre e oche, dopo che un laboratorio nazionale aveva trovato tracce del virus in due piccioni vicino a uno dei mercati del pollame della città.

Ma sono i piccioni ad aver catalizzato su di sé le maggiori preoccupazioni per la diffusione della malattia. Per questo l’Associazione Colombofila, che organizza le gare ufficiali dei piccioni viaggiatori, ha fatto sapere che prevede di sospendere le manifestazioni e vaccinare fino a 90.000 piccioni, rassicurando: “in questo momento, i piccioni che erano nelle piazze e nei parchi pubblici si Shangai sono tutti in gabbia“. “Abbiamo un sacco di gabbie da pulire“, spiega ai media un uomo membro dell’associazione, aggiungendo che il governo ha chiesto di mantenere gli uccelli in gabbia per almeno un mese.

L’epidemia, ovviamente, ha avuto un immediato effetto anche sui mercati azionari: a essere crollate sono soprattutto le azioni dei produttori di carne di pollame, mentre il Governo si è impegnate a informare l’Oms e i Paesi limitrofi sull’evolversi della situazione e il rappresentante in Cina dell’Oms ha escluso un legame con i maiali morti trovati nel fiume Huangpu di Shanghai.

Roberta Ragni

Fonte e Photo Credit

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L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.
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