Avete un dolore? Incrociate le dita!

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Incrociare le dita non è solo un portafortuna, ma anche un modo per alleviare un dolore. Sì, insomma, quel gesto che tutt* noi abbiamo fatto un miliardo di volte nella vita influenzerebbe il cervello e la sua capacità di elaborare una sensazione dolorosa.

Una scoperta assai bizzarra effettuata dall’Università di Verona in collaborazione con l’University College di Londra e che potrebbe cambiare il modo in cui viene trattato il dolore cronico. In pratica, il gesto di sovrapporre medio e indice va oltre la pura scaramanzia: quello che è in grado di fare è disorientare addirittura il cervello determinando una diversa modalità di comparsa di alcuni stimoli di dolore, soprattutto quelli che sono da collegare alle sensazioni di caldo e freddo.

Tutto nascerebbe da una specie di “illusione termica” determinata dal contemporaneo riscaldamento e raffreddamento di parti diverse delle dita e ciò che porta alla riduzione di un dolore si baserebbe sulla interazione simultanea di tre parti del cervello.

IL TEST – Gli studiosi hanno sottoposto alcuni soggetti a uno stimolo doloroso “virtuale”: una sorta di “inganno percettivo” conosciuto come “illusione della griglia termica”. Attraverso degli speciali cerotti termici, i ricercatori hanno applicato degli stimoli caldi sull’indice e sull’anulare della mano dei volontari e uno stimolo freddo sul dito medio (i test in ogni caso riguardavano casi di dolore alla mano). Questo metodo consente di attivare il sistema del dolore, senza però danneggiare la pelle, applicando un sistema di temperature caldo-freddo-caldo sulle dita.

La cosiddetta “griglia” dà una sensazione di bruciore al dito medio dovuta al blocco dei recettori del freddo in un’ampia zona della mano e perché “l’illusione” dia risultati basta applicare uno stimolo mediamente freddo al dito medio. Quando i soggetti hanno incrociato il dito medio con l’indice o l’anulare, in modo che non si trovasse più nel mezzo, il dolore è scomparso, mentre somministrando lo stimolo freddo al dito centrale, la sensazione è riapparsa.

Il motivo di tutto ciò? Mentre elabora i segnali dolorosi provenienti dalle dita, il cervello si relaziona alla loro posizione nello spazio e non all’ordine che occupano nella mano. In questo modo, il dolore potrebbe essere “regolato” con altri stimoli sul corpo e modificando la posizione della parte del corpo dolorante, così che si influenza il modo in cui il cervello è in grado di elaborare il dolore.

State facendo le prove con le vostre dita intrecciandole quanto più è possibile, vero?

Germana Carillo

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L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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