Fipronil: l’insetticida tossico colpisce anche le generazioni che non sono mai state esposte

fipronil danger

Torna l’incubo fipronil. L’insetticida balzato agli onori delle cronache due estati fa per aver contaminato migliaia di lotti di uova anche in Italia, diventa oggetto di una nuova ricerca dai risultati non rassicuranti: il fipronil causerebbe effetti tossici transgenerazionali, verrebbero cioè trasmessi tra più generazioni.

Proprio come il nostro caro glifosato, in pratica, anche le specie animali che non vengono direttamente a contatto con il fipronil ma che sono nate da femmine che ne sono state esposte, soffrirebbero di patologie legate alla contaminazione da insetticida.

A dirlo è uno studio pubblicato su  Environmental Pollution, in cui si è dimostrato che anche le persone che non sono direttamente esposte mostrano di soffrire di effetti tossici trasmessi per via materna, compreso un tasso di mortalità più che raddoppiato.

Gli studiosi hanno seguito la schiusa, la crescita e la sopravvivenza della prole di zebrafish nati da femmine che sono state a contatto col fipronil, esponendo per 28 giorni un totale di 90 zebrafish di femmine adulte a livelli di insetticida rilevanti dal punto di vista ambientale, all’interno dell’intervallo di concentrazioni che si verificano nelle acque superficiali statunitensi. In seguito, queste stesse femmine sono state accoppiate con maschi che non hanno subito alcuna esposizione tossica e la loro prole è stata monitorata per la schiusa, la crescita, il comportamento locomotore, la frequenza cardiaca, la tossicità e le analisi di espressione genica.

Ebbene, quel che è emerso che l’esposizione materna al fipronil aveva indotto più effetti tossici nella prole, tra cui una riduzione del 30% dei tassi di schiusa e un più che raddoppio del tasso di mortalità della prole.

Anche se la ricerca è stata condotta sugli animali, ha dimostrato per la prima volta che anche i discendenti possono sviluppare malattie: “la progenie dello studio è risultata contaminata dal fipronil e dal suo prodotto di degradazione altamente tossico, il fipronil solfone, a concentrazioni che variavano in modo dose-dipendente con il trattamento materno. La trasmissione materna di tossine potrebbe aver causato alcuni effetti tossici. Tuttavia, oltre al più diretto percorso di trasmissione della tossina, la distruzione indiretta degli ormoni tiroidei materni probabilmente ha avuto un ruolo importante nel danneggiare la prole”, spiegano gli autori.

Il fipronil è un insetticida ad ampio spettro molto utilizzato per il controllo dei parassiti degli animali da cortile e da tappeto erboso negli Stati Uniti e identificato come contaminante ubiquitario delle acque superficiali statunitensi. Di contro, è oramai ben noto come interferente endocrino e ha dimostrato di interferire con la funzione tiroidea nell’uomo e nella fauna selvatica.

Questo nuovo studio ha ora anche dimostrato che gli organismi non bersaglio non devono essere esposti direttamente al fipronil per sentire i suoi effetti e invece proprio la trasmissione materna di tossine potrebbe aver causato alcuni degli effetti tossici osservati.

Già in precedenza, il fipronil sulfone, un derivato altamente tossico del fipronil rilevato nella prole analizzata, ha mostrato di causare la distruzione della tiroide nei mammiferi; adesso si è dimostrato che la stessa esposizione al fipronil, sia diretta che indiretta, riduce i livelli degli ormoni tiroidei. E dal momento che questi sono fondamentali nello sviluppo embrionale, i ricercatori ritengono che il meccanismo di interruzione della tiroide sia uno dei principali fattori alla base degli effetti tossici osservati.

Gli organismi acquatici sono lontani dall’unico gruppo minacciato dall’uso continuato di fipronil e analoghi insetticidi sistemici. Il fipronil, è infatti, per esempio, pesantemente implicato nell’elevata tossicità e declino delle api, agendo per ridurre la funzione comportamentale e le prestazioni di apprendimento nelle api da miele. Uno studio francese del 2011 ha riportato che le api appena emerse esposte a basse dosi di fipronil e thiacloprid hanno ceduto più prontamente al parassita Nosema ceranae rispetto alle api sane, sostenendo l’ipotesi che la combinazione sinergica di infezione parassitaria e alte esposizioni di pesticidi negli alveari possa contribuire a declino della colonia. Ipotesi che ha poi portò alla messa al bando proprio dell’insetticida Fipronil, oltre ad altri  pesticidi neonicotinoidi.

Il fipronil è – ovviamente – anche una minaccia per la salute umana, classificato dall’Agenzia statunitense per la protezione dell’ambiente (EPA) come cancerogeno del gruppo C (possibile umano).

Cos’è e dove si trova il fipronil

Fipronil è il nome commerciale del fluocianobenpirazolo, una sostanza chimica termostabile, che cioè non viene alterata dalla temperatura di cottura, generalmente utilizzata per abbattere pulci, pidocchi, zecche e acari degli animali domestici come principio attivo in prodotti commerciali a una concentrazione di circa il 10%. Consiste per lo più in un insetticida ad ampio spettro e a lenta efficacia, per cui l’insetto avvelenato non muore all’istante, in grado di ostacolare le attività del sistema nervoso centrale degli insetti.

Si tratta di un insetticida usato in veterinaria contro i parassiti degli animali domestici e il cui impiego è vietato negli allevamenti di animali della catena alimentare in tutta l’Unione europea.

Il fipronil non può essere acquistato nella sua forma pura, ma solo nella composizione di preparazioni comuni. I mezzi commerciali sono prodotti in diversi Paesi, con nomi diversi. Qui da noi potremmo trovare:

  • Il fipronil come principale componente attivo di Frontline TopSpot, Fiproguard, Flevox e PetArmor, utilizzato insieme a S-metoprene nella versione “plus” di questi prodotti. Si tratta di farmaci usati sia in Europa che negli Stati Uniti contro gli acari e le infestazioni da pulci nei cani e nei gatti;
  • con il nome di Regent, il fipronil viene usato contro i parassiti lepidotteri maggiori – falena, farfalla e altre specie, così come gli ortotteri – cavallette, cavallette, in una vasta gamma di colture da campo e da giardino, e contro i coleotteri (coleotteri) delle larve nei terreni;
  • con i nomi commerciali Goliath e Nexa, il rimedio viene usato contro gli scarafaggi e le formiche;
  • qui da noi si trova anche Chipco Choice, come agente di trattamento contro i prati dei parassiti;
  • ci sono poi i nomi commerciali Termidor, Ultrathor e Taurus, usati per lo più in Africa e in Australia contro la moltiplicazione delle termiti e col nome  di Adonis contro le cavallette in Madagascar e in Kazakistan.

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Germana Carillo

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