A Taranto si continua a morire davvero: la fiaccolata per ricordare i bambini uccisi dall’inquinamento

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Taranto si prepara a ricordare le piccole vittime dell’inquinamento ambientale. Domani 26 febbraio infatti avrà luogo la seconda fiaccolata organizzata da associazioni e comitati tra cui Genitori Tarantini, LiberiAmo Taranto, Peacelink.

La prima, la Fiaccolata degli angeli cui parteciparono oltre 6mila persone, si svolse il 26 febbraio 2019, a un mese dalla scomparsa di Giorgio Di Ponzio, un ragazzo di appena 15 anni, colpevole solo di aver vissuto a Taranto, città in cui i casi di tumore in 10 anni sono raddoppiati.

Quest’anno al ricordo dei piccoli scomparsi a causa dell’inquinamento, si aggiunge anche la denuncia per un’emergenza ambientale e sanitaria ancora irrisolta.

Mentre in tutta Italia si parla di coronavirus, di quarantene e di contagiati, a Taranto si muore davvero e la beffa è che si potrebbe eliminare completamente la causa di questi decessi. I numeri dello studio Sentieri ormai li conosciamo tutti.

“La VIIAS (Valutazione integrata dell’impatto ambientale e sanitario) ha certificato un rischio sanitario non accettabile nel quartiere Tamburi di Taranto –a parlare è il presidente di Peacelink, Alessandro Marescotti – questo studio è come un macigno. Arriva su chi non ha protetto la popolazione. Su chi doveva fare e non ha fatto. Dimostra che ciò che è stato autorizzato per l’Ilva a Taranto era pericoloso: un attentato al Principio di precauzione”.

Purtroppo anche la situazione dell’aria non migliora con le centraline dell’Arpa Puglia che hanno recentemente rilevato il superamento di valori soglia di acido solfidrico (H2S) e anidride solforosa (SO2) nell’area dell’ArcelorMittal e nel quartiere Tamburi.

Ieri inoltre si è verificato un grosso incendio presso il reparto di Colata Continua n.1, con un’infiltrazione di acciaio dal cassetto della siviera. L’allarme è subito rientrato.

La fiaccolata

Per ricordare i bambini, gli “angeli di Taranto”, varie associazioni e comitati tarantini e non, tra cui Peacelink, hanno organizzato la seconda edizione della Fiaccolata per le vittime dell’inquinamento. Si partirà il 26 febbraio da Piazza Maria Immacolata alle 17. Si attraverserà Via D’Aquino per arrivare in Piazza Garibaldi per il sit in conclusivo, dove si ascolteranno le testimonianze e gli appelli di alcuni genitori che hanno perso i loro figli per neoplasie.

“Questa manifestazione infatti cade in un momento ECCEZIONALMENTE favorevole per noi cittadini: ArcelorMittal vuole abbandonare Taranto. E se la più grande multinazionale dell’acciaio getta la spugna vuol dire che è finita, che è davvero finita. Che quella fabbrica è morta. L’ILVA non si regge più. È fuori mercato. Strutturalmente. Nessuna ragione economica la sostiene, ma viceversa il peso dei debiti la porta a fondo” ha detto Alessandro Marescotti, presidente di Peacelink.

Occhio alle bufale

Come se non bastasse in rete circolano anche delle bufale con dati errati sul numero di morti. Vere e proprie azioni di sciacallaggio in un momento particolarmente delicato per le famiglie. Anche i genitori dell’associazione hanno denunciato l’accaduto invitando a non condividere notizie false:

“Per favore, non condividete quel post in cui si denuncia la morte di 8 bambini di Taranto in pochi giorni. Lo stesso post era stato condiviso e citava i bambini della Terra dei fuochi, poi è stato cambiato e cita 8 bambini tarantini. Non va bene, e svalorizza la verità che è già penosa, non abbiamo bisogno di numeri dati a caso, è irrispettoso. Non va bene, e per noi è davvero incomprensibile arrivare a tanta stupidità” chiedono i genitori.

 

Chi si trova in zona domani partecipi alla fiaccolata per chiedere giustizia peri bambini uccisi ma anche per fare in modo che tutto ciò non accada più.

Fonti di riferimento: Facebook/Genitori tarantini – Associazione ETS, Facebook/Peacelink

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L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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