Farmaci ormonali per le transizioni di genere, da oggi sono a carico dello Stato

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Da oggi diventano a carico del Servizio Sanitario Nazionale in tutta Italia i farmaci ormonali che permettono alle persone transgender, ovvero a coloro che non si riconoscono nel genere corrispondente al loro sesso biologico, di compiere una transizione diventando, a seconda dei casi, uomo o donna.

Nella Gazzetta Ufficiale di ieri, 30 settembre 2020, è stata pubblicata la decisione dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) dove si legge:

“Inserimento dei medicinali testosterone, testosterone undecanoato, testosterone entantato, esteri del testosterone nell’elenco dei medicinali erogabili a totale carico del Servizio sanitario nazionale, ai sensi della legge 23 dicembre 1996, n. 648, per l’impiego nel processo di virilizzazione di uomini transgender, previa diagnosi di disforia di genere/incongruenza di genere formulata da una equipe multidisciplinare e specialistica dedicata (Determina n. 104272/2020). (20A05244)”

E anche:

“Inserimento dei medicinali estradiolo, estradiolo emiidrato, estradiolo valerato, ciproterone acetato, spironolattone, leuprolide acetato e triptorelina nell’elenco dei medicinali erogabili a totale carico del Servizio sanitario nazionale, ai sensi della legge 23 dicembre 1996, n. 648, per l’impiego nel processo di femminilizzazione di donne transgender, previa diagnosi di disforia di genere/incongruenza di genere, formulata da una equipe multidisciplinare e specialistica dedicata. (Determina n. 104273/2020). (20A05245).

Di fatto, grazie a queste 2 delibere, da oggi in Italia i farmaci ormonali per la transazione di genere, indipendentemente che sia da uomo a donna o viceversa, sono a carico del Servizio Sanitario Nazionale.

I medicinali usati per il cambio di genere diventano di classe H, ovvero possono essere distribuiti, gratuitamente, solo nelle farmacie ospedaliere.

Fino ad oggi, le persone che volevano seguire una terapia ormonale finalizzata alla transizione di genere potevano farlo gratuitamente sono in alcune regioni e province del nostro paese. Apripista per questa possibilità era stata la Toscana (già dal 2006) e proprio ieri l’Emilia Romagna aveva deciso di rendere gratuiti i trattamenti in tutta la regione.

Oggi invece la possibilità è garantita in tutta Italia, anche se purtroppo non tutte le regioni hanno ancora centri appositi per le diagnosi necessarie a poter accedere ai farmaci (come richiede l’Aifa). Alcune persone saranno quindi comunque costrette a spostarsi ma quanto meno avranno garantita la possibilità di accedere alle terapie.

Una “rivoluzione nazionale e regionale” l’ha definita Marco Tonti, coordinatore di Arcigay Emilia Romagna e noi aggiungiamo che, da oggi, siamo un paese più civile!

Fonte: Gazzetta Ufficiale

Leggi anche:

L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, oli essenziali e fitoterapia, le sue passioni da sempre. Laureata in lettere moderne, con Master in editoria, ha poi virato le sue competenze verso il benessere olistico
Orto d’Autore

Come scegliere una marmellata buona e di qualità

Misura

In arrivo più di 13mila nuovi alberi in Italia, dai calanchi di Matera all’agricoltura urbana di Milano

Schär

Schär Bio, il gluten free biologico che ha contribuito a far nascere una foresta

Mediterranea

Olio di oliva e materie prime a km0: come nasce una crema Mediterranea

Miomojo

Le borse vegan tutte italiane realizzate con “pelle di cactus” e scarti delle mele

Cristalfarma
NaturaleBio
Seguici su Instagram
seguici su Facebook